Foggia rischia il collasso, massa passiva da 200 mln. La Corte dei Conti: "Da oggi solo spese obbligatorie"

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Una situazione finanziaria “molto più grave di quella accertata al momento dell'avvio della procedura di riequilibrio finanziario”, che induce a ritenere che la massa passiva dell'ente, inizialmente quantificata in 122 milioni di euro, “ammontava effettivamente ad almeno 200 milioni di euro”, e il reiterato “mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano di riequilibrio in esame”, rispetto ai quali, tuttavia, si intravedono ancora margini di recupero, grazie alle “numerose opportunità offerte dal legislatore”, fatto salvo il sopraggiungere di nuove passività. Sono queste le due macrofotografie con cui il magistrato istruttore della Corte dei Conti, Cosmo Sciancalepore, ha concluso la relazione relativa al V monitoraggio semestrale del Comune di Foggia inerente il piano di riequilibrio finanziario, invitando l'ente ad attenersi da subito alle sole “spese obbligatorie” e a mettere in atto con tempestività misure correttive, non escludendo, in caso di reiterata elusione degli obiettivi, il ricorso alla norma sul dissesto finanziario.

La relazione è datata 21 novembre e precede l'audizione che il Comune di Foggia ha avuto in data 11 dicembre a Bari, appuntamento al quale si è dovuta presentare con tutta una serie di carte e documentazioni relative alle questioni più delicate ed insidiose per Palazzo di Città (la difficoltà di ricevere carte dagli uffici comunali è segnalata anche dall'organo dei revisori dei conti ai magistrati). Nella relazione, Sciancalepore dà conto anche dell'ispezione ministeriale che per due mesi (da settembre a novembre 2017) ha riguardato anche il Comune di Foggia e di come, da quel controllo, siano emersi 33 irregolarità sui 39 atti esaminati (peraltro con sorteggio).

Su questo scenario, già di per sé sufficientemente drammatico, pende come una spada di Damocle la controversia giudiziaria con l'ex Amica da quasi 80 milioni di euro. “Un documento importante, che finora si è tenuto nascosto alla città, alla quale si comunicano, mediante conferenze stampa, soltanto spettacoli e operazioni spot” ha tuonato oggi il capogruppo dei Fratelli d'Italia, Giuseppe Mainiero, in conferenza stampa. E' lui che si è fatto promotore della diffusione della relazione ai giornalisti. E preannuncia anche che sarà colui che alla Procura della Corte dei Conti manderà “tutti quegli atti che i magistrati con difficoltà stanno cercando di ottenere”.

“La relazione è tanto più grave se si considera che non tiene conto del 2017, annualità praticamente terminata e, pertanto, già evasa, riferendosi appunto al secondo semestre 2016” aggiunge, evidenziando come i contenuti rimandino direttamente alla gestione Landella. Dentro tutta una serie di  criticità e situazioni preoccupanti, a partire dal “apparente maggior ripiano del disavanzo di amministrazione” per il sopraggiungere di nuova debitoria (pendenze con Hera Comm per fornitura energia elettrica, Gala spa per illuminazione pubblica, Aqp per 15milioni di euro totali) e poste non contabilizzate; il parziale utilizzo di somme del fondo di rotazione per complessivi 18 milioni di euro inizialmente destinate ad alcune partite (controversia ex Amica, esecuzione opere pubbliche, fornitura di utenze) ma di fatto usate per altro (es. debiti fuori bilancio), della qual cosa i magistrati chiedono ora conto; disordine contabile; una situazione di cassa (che segnala lo stato di salute di un ente) solo apparentemente buona e legata all'aver beneficiato di cospicue anticipazioni di liquidità (da restituire con interessi), ma che di fatto, considerando una serie di fattori, sarebbe del tutto assente, come confermerebbe il “recente progressivo allungamento dei tempi medi di pagamento dei fornitori” e il crollo della riscossione a – 38,05% (il che prelude ad una anticipazione di tesoreria già nel 2017).

Oltre a chiedere spiegazioni su tutto questo, Sciancalepore chiede risposte sulla situazione delle partecipate Ataf, Amgas, Assori, “tutte questioni – ricorda Mainiero - rivenienti dalle segnalazioni che il sottoscritto ha fatto alla Corte”. “Desta particolare preoccupazione poi – scrive il magistrato - il contenzioso pendente: nel quadriennio 2013/2016 a fronte della chiusura di n.1189 pratiche legali, vi è stato l'apertura di 2585 contenziosi e quasi tutte le controversie hanno avuto esito sfavorevole”. “Considerata la fragile e precaria situazione finanziaria dell'ente, un esito sfavorevole anche di una sola parte del rilevante contenzioso un essere sarebbe in grado, da solo, di pregiudicare intero riequilibrio”. Pertanto, scrive il magistrato, l'ente deve limitarsi alle sole spese obbligatorie”.

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