Casa Sollievo della Sofferenza, Crupi: “Non esiste rischio crac”

Crupi "diffida dal diffondere tali notizie non rispondenti al vero. Voci provocano danno e diffuso allarme sociale in Italia e all'estero"

“Sono destituite di ogni fondamento le notizie su un possibile crac della Casa sollievo della sofferenza". Lo afferma in una nota il vicepresidente e direttore generale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, Opera di San Pio da Pietrelcina di San Giovanni Rotondo, Domenico Crupi.

Nella nota si fa riferimento "al diffondersi di notizie incontrollate e destituite di ogni fondamento riguardanti un presunto possibile crac dell'Irccs Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza con conseguenti licenziamenti di personale, voci che stanno provocando danno e diffuso allarme sociale in Italia e all'estero".

Crupi "diffida dal diffondere tali notizie non rispondenti al vero" e annuncia che la fondazione ha dato mandato ai propri legali "per la sua tutela nelle sedi opportune non escluse quelle giudiziarie". Sulla questione la fondazione annuncia, infine, che sarà convocata nei prossimi giorni una conferenza stampa.

Giovedì dalla sua pagina facebook, sul presunto crac si era espresso anche l’onorevole Angelo Cera, candidato alla Camera in Puglia nella lista dell’Unione di Centro: “Mentre Vendola in tutte le piazze italiane si vanta di aver creato un’altra Puglia, è di queste ore la notizia che il primo centro di eccellenza per la ricerca scientifica del Sud, l’Ospedale di Padre Pio, Casa Sollievo della Sofferenza, rischia il crac. A rischio 600 unità lavorative e il taglio dei servizi.

E’ sconcertante di come un’intera classe politica abbia dimenticato una parte del territorio pugliese. Soprattutto in un momento come questo, dove Vendola e i suoi membri della Giunta sono impegnati nella campagna elettorale, l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza rischia di lanciare un grido di allarme contro un muro.

L’economia di questa parte del territorio, già messa in ginocchio dalle sconclusionate scelte di una politica sanitaria regionale tutta sbagliata, rischia di perdere ulteriori pezzi. Le difficoltà economiche dell’Ospedale di Padre Pio, che ricordo ha oltre 57mila ricoveri l’anno, porterebbe alla morte l’intera economia del territorio e dei paesi limitrofi come San Giovanni Rotondo, Manfredonia, San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo e così via.

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Non servono etichette come quello di essere presidente di una Commissione Sanità, quando non si riesce a leggere la sofferenza del proprio territorio e non serve essere consiglieri regionali, a detta di molti “rappresentanti del territorio” quando si tace su una situazione così importante"

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