Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia Manfredonia

Ambientalisti contrari a un deposito Gpl a Manfredonia: "No, grazie"

Il progetto della Energas prevede aree carrabili per un'estensione pari a 127.500 mq e volumi edificati per 7.500 mq. In quella zona, inoltre, è stata rilevata la presenza di numerosi esemplari di Falco Grillaio e Cicogna bianca

Immagine di un deposito

Il WWF ed il Centro Studi Naturalistici di Foggia annunciano battaglia contro il progetto del deposito costiero di gpl nel comune di Manfredonia, ad opera della Energas. Le due associazioni, infatti, hanno indirizzato un circostanziato documento al sindaco del centro sipontino, all'ufficio parchi della Regione Puglia e per conoscenza alla commissione di Valutazione Impatto Ambientale del ministero dell'Ambiente e al Parco del Gargano nel quale si invita l'amministrazione comunale ad integrare in autotutela il Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) rilasciato alla Energas per i terreni interessati dal progetto, in quanto privo di alcune fondamentali informazioni.

Nel documento, WWF e CSN ricordano, infatti, che nell'area dove si vuole realizzare il deposito gpl sono presenti il SIC “Valloni e Steppe pedegarganiche” e la ZPS “Promontorio del Gargano”. Sempre per lo stesso territorio, lo Stato italiano ha assunto precisi impegni con la Commissione europea per fermare il trend di progressivo degrado degli habitat e così archiviare la procedura d'infrazione comunitaria n. 2001/4156. “Tra gli impegni presi - spiegano in una nota stampa - vi era la redazione e l'approvazione di un Piano di Gestione (PdG) dei SIC/ZPS afferenti il territorio comunale, avente natura giuridica vincolante per le successive trasformazioni di suoli”.

“Tale PdG, composto da una serie di elaborati cartografici, da una relazione e da due regolamenti, è stato definitivamente approvato, in variante al vigente regolamento edilizio comunale, dal Consiglio Comunale di Manfredonia il 28.12.2009”. In definitiva, evidenziano WWF e CSN, il vigente PRG del comune di Manfredonia è composto anche dagli elaborati del Piano di Gestione che comporta quindi una ulteriore limitazione e precisazione alle norme (zonizzazioni, indici, modalità di intervento, ecc.) dello stesso Piano Regolatore. Ad esempio, il Piano di Gestione segnala sull'area interessata dal progetto proposto dalla Energas la presenza di un habitat di interesse prioritario per l'Unione europea che spesso occupa superfici molto ristrette ed è quindi soggetto ad un reale rischio di estinzione con la conseguente scomparsa anche delle specie che vi vivono.

Continuano le associazioni: “In un recentissimo sopralluogo, effettuato in data 24/06/2015, è stata rilevata inoltre la presenza sull'area di numerosi esemplari di Grillaio (Falco naumanni) e Cicogna bianca (Ciconia ciconia). Senza contare, sottolineano ancora WWF e CSN, cha all’interno del SIC-ZPS non è consentito trasformare, danneggiare e alterare gli habitat d’interesse comunitario, cambiare la destinazione d’uso colturale delle superfici destinate a pascolo, costruire nuove strade o ampliare quelle esistenti. Il progetto della Energas prevede invece aree carrabili per un'estensione pari a 127.500 mq e volumi edificati per 7.500 mq., su un'area attualmente del tutto inedificata e priva di qualsiasi infrastruttura.

Per WWF e CSN è di tutta evidenza che, a prescindere dagli esiti delle procedure di VIA/VAS in corso, la vigente pianificazione urbanistica del comune di Manfredonia, così come integrata dagli elaborati del PdG, non consente la trasformazione dell'area interessata dal progetto del deposito di GPL. Per Maurizio Gioiosa, presidente del CSN, e Carlo Fierro, presidente del WWF Foggia: "È essenziale che il Comune di Manfredonia integri in autotutela il Certificato di Destinazione Urbanistica rilasciato alla Energas in quanto quello attuale non fa alcun cenno alla variante urbanistica di cui al Piano di Gestione dei SIC e ZPS approvato dal Consiglio Comunale di Manfredonia. Il rischio è di avviare una procedura basata su falsi presupposti che inevitabilmente comporterà futuri contenziosi. Si pensi, ad esempio, alla lunghissima vicenda di Punta Perotti a Bari, nata dal rilascio di un non completo certificato di destinazione urbanistica."

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