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Giovedì, 30 Giugno 2022
Economia Biccari

Studenti lasciati a terra, Comune pronto a pagare di tasca sua il pullman: "È questione di dignità"

La provocazione arriva da Biccari. La Regione Puglia non ha ancora autorizzato la spesa per coprire i costi della corsa aggiuntiva scolastica

A Biccari il secondo pullman non passa, e sono passati venti giorni dai solleciti del sindaco e dall’apertura del tavolo prefettizio. Le corse aggiuntive sono state soppresse dall’1 aprile, in concomitanza con la fine dello stato di emergenza sanitaria, ma gli orari scolastici, organizzati in funzione delle misure di contenimento del contagio da Covid19, sono rimasti invariati.  

“Ogni mattina a Biccari, come sorge il sole, uno studente pendolare si sveglia e sa che dovrà correre più forte di un altro studente pendolare o resterà a piedi – ironizza amaramente il sindaco Gianfilippo Mignogna - Nonostante le rassicurazioni e il tavolo aperto in Prefettura, dal 4 aprile aspettiamo che venga ripristinata una corsa aggiuntiva del pullman di Ferrovie del Gargano sulla tratta Biccari-Lucera per permettere a tutti i nostri studenti pendolari di poter raggiungere gli istituti superiori che frequentano quotidianamente. In particolare, siamo in attesa che la Regione Puglia autorizzi la modica (per la Regione) spesa di 10 mila euro circa (più Iva) per coprire i costi della corsa aggiuntiva scolastica fino a giugno. A questo punto, considerato che è passato quasi un mese, dobbiamo ritenere che a Bari non sia ben chiara la gravità della situazione”.

La chiusura al transito della Sp130 nel tratto tra Tertiveri e Alberona, dall’incrocio con la Sp133 per Biccari fino all’abitato di Alberona, amplifica i disagi. Suo malgrado, il Comune è pronto a pagare di tasca sua il servizio, purché i suoi studenti non restino a piedi, anche rischiando che la Corte dei Conti eccepisca che il trasporto extraurbano non è di competenza comunale. “Come più volte detto, per chi abita in un piccolo comune di un’Area Interna (Area Interna Monti Dauni), il trasporto pubblico è un presupposto essenziale per l’esercizio di diritti fondamentali come quello allo studio – afferma il sindaco Mignogna - Per questo motivo, se nulla cambierà in meglio nel giro di qualche giorno, sarà il nostro Comune, nonostante le nostre esigue capacità economiche, a farsi carico di questa spesa aggiuntiva. Per noi è una questione di priorità e di dignità. Perché non siamo nella Savana. E il diritto allo studio dei nostri ragazzi non può essere sacrificato sull’altare della legge del più forte (che, come si è capito, non siamo noi)”.

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