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La sede di Amica

La sede di Amica

Rifiuti: lavoratori sul piede di guerra, minacciano sciopero a oltranza

La decisione non porta la firma dei sindacati. Scongiurato il martedì nero sul fronte dei rifiuti. Questo pomeriggio il sindaco incontra i sindacati. 370 dipendenti vogliono risposte concrete

Inizio d’anno bollente sul fronte rifiuti. Si preannunciava un martedì decisamente “nero”. Ma il blocco totale del servizio di raccolta, spazzamento e smaltimento deciso ieri in assemblea dai lavoratori potrebbe essere stato posticipato solo di qualche ora per effetto della convocazione, giunta in extremis questa mattina, del sindaco di Foggia, Gianni Mongelli. I sindacati lo avevano preannunciato: se non arriveranno risposte sul futuro di Amica (e, dunque, della sorte lavoratori dei suoi oltre 370 dipendenti, tra Amica e Dauniambiente), sarà agitazione ad oltranza.

E i lavoratori – riuniti ieri in Corso del Mezzogiorno - sono andati anche oltre: rischiano di non essere assicurati – avvertono - neanche i servizi minimi, quelli obbligatori previsti per legge, come la raccolta negli ospedali e nelle aree mercatali. Oltre al blocco dell’impianto di biostabilizzazione a Passo Breccioso.  “Garantiremo – hanno fatto sapere ieri - solo i servizi di guardiania nelle sedi aziendali di via Miranda, Corso del Mezzogiorno e presso l’impianto di biostabilizzazione”.

La decisione – autonoma dei dipendenti, che non porta, per ovvi motivi, la firma dei sindacati, trattandosi di un’azione forte, che potrebbe avere risvolti giudiziari - è stata comunicata ieri a Prefetto, amministrazione comunale e commissario giudiziale.

Proprio lui, Francesco Perrone, pur condividendo le ragioni della protesta, avrebbe messo in guardia i lavoratori da un’azione così forte, anche perché andrà necessariamente comunicata al Tribunale sul cui tavolo giacciono le carte dell’azienda di nettezza urbana. Mentre il sindaco ha convocato in tutta fretta, per questo pomeriggio alle 18.00, le sigle sindacali.

Il blocco sarebbe dovuto partire già ieri. Ma la “mediazione” tentata ha avuto come unico effetto uno slittamento di 48 ore. I dipendenti sarebbero all’esasperazione. A più riprese hanno chiesto di conoscere il loro futuro lavorativo, che ad oggi – denunciano - resterebbe precario ed incerto, in particolare alla luce della bocciatura che il Ministero avrebbe fatto proprio della relazione di Perrone, che sarebbe “carente” di un piano industriale di risanamento per Amica. E del Milleproroghe, relativamente al capitolo sulla liberalizzazione dei servizi comunali: “cosa vuole fare l’amministrazione di questa azienda?” si chiede Michele Corsino, Cgil, interpellato da Foggiatoday.

I sindacati, dal canto loro invece, continuano a dire “no” alla NewCo e al coro si aggiunge anche il consigliere comunale Pdl Franco Landella: “la nuova società non s’ha da fare” scrive in un comunicato. Si resta convinti della possibilità di Amica di risanarla dall’interno, insomma, con una gestione più assennata.

Solo una settimana fa, invece, il Ministero è tornato a ribadire la bontà dell’amministrazione controllata per risanare le casse esangui di Amica. Ed è questa la strada che l’amministrazione Mongelli ha tutta l’intenzione di continuare a perseguire. Inizia così il 2012. Il braccio di ferro resta drammatico. 

 

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