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Biblioteca, SpazioBaol sull'orario ridotto: “Ragazzi emigrate, che qui si chiude”

Il commissario Fabio Costantini dimezza gli orari di apertura della Biblioteca provinciale di Foggia. Ennesimo sfregio nei confronti del territorio che si spiega, anzi non si spiega affatto

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Un patrimonio inestimabile. Di libri e di servizi offerti alla comunità. Dalle attività per i più piccoli a quelle per gli adulti, orario continuato dalle 8 alle 19.30, risorse indispensabili perché partire dalla cultura significa consapevolizzare un intero territorio soprattutto qui dove i processi formativi sono spesso monchi, dove non si riesce a esprimere ancora un Festival culturale capace di guidare un territorio (Questioni Meridionali è il tentativo di SpazioBaol), una città in cui continuano a chiudere teatri e quelli aperti lo fanno tra mille difficoltà. E’ un segnale pessimo, brutto, deprimente, una sconfitta per tutti quei ragazzi che hanno creduto e continuano a credere che si possa ripartire da qui, senza andare altrove.

SpazioBaol è arrivato alla quinta edizione tra mille difficoltà e abbiamo sempre coinvolto di coinvolgere la Biblioteca Provinciale che ha sempre ospitato la premiazione finale, tenuti a battesimo da scrittori come Ivan Cotroneo, Cosimo Argentina, Valeria Parrella e tanti altri. Invece il commissario Costantini lancia un segnale diverso: si torna indietro, nessuna apertura pomeridiana, chi vuole accedere ai servizi potrà farlo solo di mattina.

E gli studenti? E le mamme che accompagnano i bambini in sala ragazzi il pomeriggio perché la mattina tra la scuola e il lavoro non si può? E le mostre allestite in Biblioteca? E’ l’ennesima situazione assurda di un territorio incapace di alzare la voce contro gli sfregi che continuano a perpetrare le istituzioni, la malavita, il malaffare.

E’ un problema più globale quello della chiusura di una Biblioteca prestigiosa come quella Provinciale, e sembra quasi una beffa nell’anno in cui si celebra il 180° anniversario, perché è un problema culturale. E’ una storia sbagliata, per citare De Andrè. Mentre dappertutto continuano a sorgere e a inventare iniziative culturali capaci di guidare i territori e indirizzarli lungo direttrici importanti di crescita e sviluppo, a Foggia, no, a Foggia il mondo gira sempre al contrario.

E allora anziché chiedere anche l’apertura serale come avviene in altre città, di implementare i servizi erogati, come le feste di compleanno per i ragazzi meno abbienti si chiude. E’ in sostanza l’ennesimo atto calato dall’alto da una burocrazia che ignora i bisogni e le esigenze del territorio e comunque se ne infischia: questo decidere senza guardarsi attorno, senza comprendere il territorio e indagarne le dinamiche annichilisce perché prescinde da qualsiasi decisione non per forza collettiva ma neanche minimamente partecipata. Una città universitaria senza Biblioteca.  

Nessun discorso sullo stare al passo coi tempi, nessuna previsione di rimodernare le strutture e anche i servizi (wifi, piattaforme digitali per libri, musica e film).  Non c’è tempo. Non c’è posto per la cultura in questa città. Non ci sono i veleni dell’Ilva da noi, non c’è il ricatto del lavoro. E ora non c’è neanche cultura. Che si abbia almeno il coraggio di dire ai ragazzi di andarsene quanto prima. Ragazzi Emigrate. E nella valigia mettete anche due libri. Casomai doveste trovare chiuse altre Biblioteche.  

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