Vescica ricostruita con parte dell'intestino: l’Uni Fg presenta la tecnica rivoluzionaria

Relazione sul metodo e sulle prospettive del prof. Giuseppe Carrieri davanti a 16mila medici, esperti e ricercatori provenienti da tutto il mondo al congresso di New Orleans

Il prof. Giuseppe Carrieri

Dopo la scoperta della Pentraxina 3 – il nuovo marcatore tumorale che consente una diagnosi realmente precoce dei tumori della prostata – e la conseguente presentazione nei più qualificati consessi scientifici italiani e stranieri, il direttore della Clinica urologica dell'Università di Foggia prof. Giuseppe Carrieri è stato recentemente ospite del Congresso della società americana di urologia: uno dei più grandi eventi mondiali in ambito urologico, svoltosi lo scorso mese a New Orleans (Louisiana, Usa), che ha visto la partecipazione di oltre 16mila medici, esperti e ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Intervenuto oltre che come urologo anche come rappresentante dell'Università di Foggia, il prof. Giuseppe Carrieri a New Orleans ha presentato gli incoraggianti risultati conseguiti attraverso l’utilizzo della tecnica della cosiddetta “neovescica ileale” (realizzata interamente con l’utilizzo di suturatrici meccaniche nei pazienti portatori di cancro della vescica, uno dei tumori più frequenti e letali per l’uomo che vive nei Paesi industrializzati). Questa nuova tecnica, messa a punto presso l'Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, consente (evidentemente dopo la asportazione di una vescica affetta da cancro) la realizzazione di una nuova vescica, utilizzando circa 50 cm di intestino ed evitando così ai pazienti il ricorso a fastidiose ed antiestetiche sacche esterne per la raccolta delle urine.

La novità proposta dal gruppo urologico foggiano consiste nell'eseguire queste “neovesciche”, già in passato descritte dall'urologo di fama mondiale dr. Richard Hautmann, avvalendosi di sofisticate suturatrici meccaniche: mediante questa tecnica i tempi chirurgici vengono drasticamente ridotti, rendendo possibile la realizzazione delle neovesciche, e il loro conseguente impianto, ad un numero sempre più alto di pazienti. Il prof. Giuseppe Carrieri ha riscontrato inoltre, tempi chirurgici per il confezionamento delle neovesciche eseguite con il ricorso a suturatrici meccaniche, ridotti di quasi il 90 % rispetto a pazienti operati con tecniche tradizionali. «Nella mia relazione – spiega il prof. Giuseppe Carrieri – ho evidenziato come, grazie a questa nuova tecnica estremamente rapida e sicura, la realizzazione di una “neovescica ileale” eseguita con suturatrici meccaniche venga oggigiorno considerata una valida opzione terapeutica anche per pazienti in età molto avanzata e con una neoplasia vescicale di grado severo, in quanto essa garantisce una qualità di vita notevolmente superiore rispetto alle tradizionali “borse” esterne per la raccolta delle urine. E' stata una emozione fortissima, parlare di fronte a così tante persone e così tanto preparate nella materia: una grande soddisfazione che voglio condividere con la mia Università, che credo sia stata rappresentata degnamente in un contesto mondiale davvero molto stimolante. Una delle cose che tengo a spiegare, anche con un certo orgoglio, è che questa nuova tecnica è stata messa a punto ed affinata presso l'Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, a conferma del fatto che il secondo Policlinico della Regione Puglia è perfettamente in grado di garantire assistenza sanitaria all'altezza e soprattutto ricerca scientifica tra le più qualificate al mondo».

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