Deospedalizzazione, Simone: “Prima però si proceda al potenziamento della sanità territoriale”

Carlo Simone, presidente provinciale della Confesercenti, interviene in merito alla riconversione degli ospedali di Cerignola, San Severo e Lucera, previsto nel piano di riordino ospedaliero

Lastaria di Lucera

E' dibattito in Capitanata sulla riconversione della rete ospedaliera provinciale. Un confronto che a Cerignola, Lucera e San Severo sta coinvolgendo mondo politico e sociale. «Non facciamo battaglie di retroguardia, non difendiamo  strutture sanitarie inadeguate a preservare la salute dei cittadini dei territori interessati», sostiene Carlo Simone, presidente provinciale di Confesercenti. «La nostra Associazione di categoria  non si tira indietro, è pronta a recitare il ruolo che gli spetta nella sua qualità di realtà di Rappresentanza a condizione che la Regione non perpetui la politica dei due tempi attuata dai predecessori: prima chiudere le strutture che ritiene inadeguate e poi procedere alla riorganizzazione della Sanità del territorio per garantire un servizio sanitario finalmente efficiente e a misura di cittadino». A parere del presidente di Confesercenti «occorre che contestualmente alla deospedalizzazione si proceda alla realizzazione degli interventi di potenziamento della sanità territoriale».

Immancabile il riferimento al dibattito politico che si sta consumando in queste ore. «Condividiamo la politica di ampliamento dei servizi distrettuali sia da un punto di vista strumentale che strutturale, in modo da aumentarne l’accessibilità e migliorare la qualità della vita e la salute delle comunità. Sì all’obiettivo che permetterà di completare il piano di riconversione dei presidi ospedalieri dismessi e trasformarli in presidi territoriali di assistenza, sì alla realizzazione di poliambulatori specialistici” aggiunge il presidente Simone.

Poi la richiesta: “Ma il potenziamento delle dotazioni tecnologiche dei servizi di diagnostica, specialistica e chirurgia ambulatoriale distrettuali, l’ammodernamento della rete dei punti di raccolta del sangue, l’ampliamento del servizio di telemedicina ed il completamento della filiera dei servizi sanitari territoriali e riabilitativi per pazienti cronici, deve avvenire contestualmente alla riconversione degli attuali ospedali”.

Simone evidenzia le promesse mai messe in pratica dalla Regione: “Se nonostante i proclami ed i buoni propositi dei predecessori del governatore Michele Emiliano è stato fatto poco in direzione delle strutture sanitarie territoriali ed extraospedaliere da destinare alle cure intensive per anziani gravemente non autosufficienti, alle cure palliative per pazienti oncologici e malati terminali, alla riabilitazione per persone con gravi disabilità, al potenziamento dell’assistenza domiciliare è giustificata poi la resistenza delle istituzioni e dei cittadini interessati a difendere l’esistente, anche se non soddisfa le esigenze di cura e di assistenza della comunità spesso costretta alla mobilità sia interna che fuori Regione”

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