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VIDEO | Riccardi è un fiume in piena: "Abuso di potere dell'Anac, non lascio l'Asi perchè sono nel giusto"

Conferenza stampa questa mattina del presidente del Consorzio foggiano. Che mette paletti precisi anche sull'investimento Lotras per la piattaforma logistica

 

“Per me la questione è chiara: io resto qui e all’esito dell’esame della magistratura ne trarrò le dovute conclusioni. Consapevole, allo stato, che sono dalla parte del giusto. L'Anac ha fatto un abuso di potere”. “Le dimissioni di Porreca? Prendo atto ma non condivido, e ringrazio i consiglieri del cda che sono rimasti” (Landella, Boschetti, Paglialonga). Dopo giorni di “canea” (come lui stesso l’ha definita), Angelo Riccardi, sindaco di Manfredonia e presidente Asi, convoca la stampa per dire la sua sulla spinosa vicenda che lo vede coinvolto in seno al Consorzio foggiano, dopo la pronuncia dell’Anac in merito alla inconferibilità del suo incarico e, pertanto, alla nullità della sua nomina. Una posizione, quella dell’Anticorruzione, giunta nel maggio scorso, all’esito di un quesito promosso dai 5 stelle basato sulla incompatibilità che intercorrerebbe tra il ruolo di presidente del Consorzio e quello di sindaco di un Comune superiore ai 15mila abitanti aderente al Consorzio. E che il Responsabile dell’Anticorruzione dell’ente, Michelarcangelo Marseglia ha deciso di archiviare, lasciando che il Tar (al quale Riccardi ha fatto ricorso) faccia il suo corso, così provocando le clamorose dimissioni del presidente della Camera di Commercio di Foggia, Fabio Porreca, membro del cda in quota Provincia. “Nessuna richiesta di sospensiva, come dice Porreca, non c’è un danno imminente”. E ancora “Sono tranquillo, resto qui fino a pronuncia del Tar”. “Atti potrebbero essere nulli? Non credo proprio”. Insomma, per Riccardi il problema non si pone e tutto il bailamme intorno alla questione lo definisce “grave ed imbarazzante”.

Rifiuta l’idea che vi sia una “offensiva politica” nei suoi confronti ma, al contempo, lascia trapelare come di quello si tratti: di una battaglia politica contro di lui. Lo lascia trasparire quando chiarisce: “Bisogna tenere distinti due piani: una questione politica e una questione giuridica. E’ imbarazzante se viene posta sul piano politico. Se Riccardi costituisce un problema politico, si convocano le parti e si discute, non si rilasciano dichiarazioni ai giornali”. E ancora: “Troppe persone che si preoccupano per me (il riferimento è alle dichiarazioni dell’assessore regionale Leonardo Di Gioia). Disponibile al confronto ma ho la sensazione che si voglia far saltare tutto”. A domande precise, però, divaga. Le accuse non vengono mai formulata in maniera precisa. Emiliano? “Si, l’ho sentito, mi ha chiesto le carte, che procederemo ad inviare non appena formalizzerà richiesta”.

Quindi l’affondo sulle questioni che riguardano il Consorzio: “Di quelle dovremmo parlare. Di una interrogazione imbarazzante dei 5 stelle su Lotras, ad esempio, in cui si dice sostanzialmente a Riccardi: siccome i Di Girolamo hanno fatto il progetto da due milioni di euro (a proposito, c’è una fattura?), a questi privati dobbiamo affidargli la gestione di 40 milioni di euro di finanziamenti (rivenienti dal Patto per la Puglia, ndr). Una roba di una gravità inaudita” tuona il presidente, che spende più di qualche parola sulla questione. E non è certo musica per le orecchie di Lotras. “Asi ha il dovere di tenere conto che c’è una piattaforma che gestisce un privato, sicuramente serio, ma che ci deve dire come la gestisce, perché io non l’ho ancora capito; secondo, voglio capire di che progetto stiamo parlando, me lo devono far visionare, quali sono le ricadute per il territorio, di che logistica stiamo parlando? Non mi ingoio un progetto solo perché un privato lo ha fatto! Tra l’altro non credo che lì ci siano anche Barilla, Alenia, come viene raccontato: non ci sono. Terzo, la piattaforma è della provincia di Foggia, non della Lotras, quindi andrà fatta una gara di evidenza pubblica, a norma di legge, altrimenti rischiamo anche di incappare nella fattispecie degli aiuti di Stato. Quarto, la stazione appaltante non dovrebbe essere neanche l’Asi ma un soggetto terzo”. Quale non si sa ancora, ma per Riccardi sarebbe il modus operandi ideale.

Insomma, una serie di chiarimenti, anche sulla piattaforma logistica, che il presidente Asi ha inteso, non a caso, esplicitare. E l’affondo ai  5stelle: “Hanno fatto una interrogazione ma sono certo che quel progetto non lo abbiano visto neanche loro, anzi probabilmente l’interrogazione l’hanno scritta altri”.

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