Riccardi e Porreca: due presidenti, due destini in sospeso

Da Riccardi ricorso al Tar con annessa richiesta di sospensiva, il Comune di Cerignola torna a partecipare all'assemblea del Consorzio. Fabio Porreca (Camera di Commercio) è ricandidabile

Riccardi e Porreca

Si rientra dalle ferie e tornano sul tavolo le questioni politico-economiche che interessano il territorio di Capitanata, lasciate in sospeso con la pausa estiva.

L'Asi di Foggia

Ieri all’Asi Foggia è tornata a riunirsi l’assemblea dei soci, che ha fatto registrare, dopo 18 anni, la presenza nuovamente del Comune di Cerignola, come fa sapere, sulla sua bacheca Facebook, il vicesindaco di Metta, Rino Pezzano. “Dopo circa 20 anni il Comune di Cerignola torna a partecipare con pieni poteri all'assemblea del Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale di Foggia. Altra scelta scellerata del passato (quella di non esserci, ndr) per cui siamo stati condannati a pagare migliaia di euro, oltre a non aver avuto diritto di esercitare il ruolo. Ne fanno parte tutte le realtà più importanti della Provincia di Foggia”.

All’ordine del giorno, tra le altre cose, l’approvazione del bilancio di esercizio 2017 e la sostituzione di Fabio Porreca, dimessosi dal CdA in polemica sulla questione Anac-presidenza. Sul punto, però, la Provincia, ente in quota a cui era la nomina di Porreca, ha deciso di temporeggiare, anche per aspettare il pronunciamento del Tar sulla richiesta di sospensiva presentata ieri da Angelo Riccardi.

In apertura dei lavori, infatti, il presidente Asi, destinatario di una pronuncia dell’Anticorruzione circa l’inconferibilità dell’incarico assunto -poiché in contrasto con il ruolo di sindaco di un Comune (Manfredonia) afferente al Consorzio e superiore ai 15mila abitanti-, ha comunicato ai soci l’avvenuto deposito del ricorso al Tar con annessa richiesta di sospensiva; tanto alla luce delle ulteriori note di chiarimento dell’Anac in cui si invitava il RPCT ad adottare la misura di rimozione nei confronti di Riccardi, nonostante Marseglia avesse archiviato il procedimento.

La pronuncia dei giudici è attesa per la metà di settembre. In caso di esito sfavorevole, Riccardi ha preannunciato le sue dimissioni. Ergo, potrebbero esserci due sostituzioni in quel caso. E c’è chi vede in quella richiesta di sospensiva un pressing della Regione Puglia a percorrere la strada della “chiarezza” e della "legittimazione normativa" (alla luce anche delle divisioni che questa vicenda ha prodotto in seno all’esecutivo regionale). Riccardi (che ha sempre parlato di abuso di potere da parte dell'Anac) si dice fiducioso e “lieto di aver riscontrato un clima di solidarietà diffusa tra i soci e di condivisione sui provvedimenti”. “Se i giudici non dovessero sospenderne l’efficacia – dichiara a FoggiaToday - toglierò il disturbo. Ma credo non andrà così”.

La questione, sollevata dai 5 stelle, dovrebbe quindi trovare un momento di definizione a breve. Anche e soprattutto per consentire al Consorzio di lavorare serenamente alle tante partite che attendono di giungere a compimento.

Camera di commercio

Novità anche sul fronte Camera di Commercio. Il presidente uscente, Fabio Porreca, è nuovamente in gioco, candidabile. Lo ha chiarito una nota diramata dal competente Ministero in cui si comunica che il limite dei tre mandati introdotto dalla nuova riforma non è da considerarsi retroattivo. Motivo per cui lo stesso Porreca (due mandati da consigliere, uno da presidente) è candidabile. “Ma a consigliere” precisa il presidente uscente, “la presidenza dipenderà dalla volontà delle associazioni”, in primis della sua in verità, Confcommercio, che alla viglia dell’estate aveva chiuso un accordo importante (e storico) con Confindustria e Confartigianato proprio sul nome del suo presidente, Damiano Gelsomino.

Il chiarimento del Ministero rimescola le carte, creando ora non pochi problemi. Porreca malcela la voglia di sperimentare il bis ma, doverosamente ed opportunamente, frena: “Si è ancora alle prese con i conteggi dei seggi da assegnare alle varie associazioni in consiglio, motivo per cui è difficile dire qualcosa di certo e definito” dichiara a Foggiatoday. Bisogna anzitutto che egli stesso esprima la volontà di tornare in campo, quindi Confcommercio dovrà esprimerlo in consiglio. Lo farà? Paradossalmente è la sua stessa casa d’origine lo scoglio più importante che si piazza sulla strada di Porreca, godendo, per il resto, il presidente uscente, di un consenso trasversale, anche tra le organizzazioni agricole. Certo è che un niet di Confcommercio suonerebbe come una auto-bocciatura politica della gestione della CCIAA da essa stessa portata avanti. Il rientro, a quanto pare, è caldissimo. Le partita è in corso e dovrà chiudersi entro la fine dell’anno.

Due presidenti, due destini da verificare.

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