Venerdì, 14 Maggio 2021
Economia

Dalle regioni sì ai ristoranti aperti a cena. Linee guida per riaprire anche teatri-cinema e palestre-piscine

La Conferenza delle Regioni ha presentato la bozza al Governo, che sarà poi vagliata dal Comitato Tecnico Scientifico. Priorità alle attività fortemente penalizzate dalle chiusure, tra cui anche cinema e teatri. Fedriga a Radio Anch'io: "Non abbiamo messo date nelle linee guida, non cerchiamo lo scontro. La nostra è una proposta costruttiva, poi il Governo farà le dovute scelte"

In attesa che si determinino le nuove colorazioni delle regioni per la settimana prossima, con la Puglia ancora in bilico tra la zona rossa e l’arancione, continua il confronto tra regioni e Governo sulle prossime riaperture.

C’è già una bozza delle linee guida, con le proposte formulate dalla Conferenza delle Regioni per la riapertura dei settori più colpiti dalle restrizioni degli ultimi mesi, ovvero ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatri. Attività alle quali viene data una priorità, sia perché maggiormente penalizzate dalle chiusure, sia perché si tratta di settori in cui il rispetto delle misure previste “è più concretamente realizzabile e controllabile rispetto alla pubblica via e ai comportamenti negativi (assembramenti) che vi si registrano”. Questa mattina il testo della bozza sarà ulteriormente aggiornato durante la Conferenza delle Regioni, in vista del successivo vertice con il Governo in programma nel pomeriggio. Il documento dovrà essere vagliato dagli esperti del Comitato Tecnico scientifico. "Consapevolmente e volutamente non abbiamo messo date nelle linee guida, non cerchiamo lo scontro. La nostra è una proposta costruttiva, poi il Governo farà le dovute scelte. Nella lettera di accompagnamento, abbiamo chiesto di favorire in via sperimentale le attività che si possono svolgere all'aperto", ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, intervistato a Radio Anch'io su Rai Radiouno. 

Bozza proposte riaperture 

Nella bozza si propone di agire sulla falsa riga delle ‘Linee guida’ dello scorso maggio, che si dimostrarono “efficaci per favorire l’applicazione delle misure di prevenzione e contenimento dei diversi settori economici trattati, consentendo una ripresa delle attività economiche e ricreative compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori”.

I principi generali per il contrasto alla diffusione dei contagi saranno i soliti: norme igieniche e di comportamento, utilizzazione dei dispositivi di protezione, distanziamento e tracciabilità dei contatti: “Rientra nelle prerogative di associazioni di categoria e altri soggetti  rappresentativi redigere ulteriori protocolli attuativi di dettaglio ed eventualmente più restrittivi, purché  nel rispetto di tali principi generali, la cui attuazione deve essere garantita e soggetta a verifiche puntuali effettuate dalle competenti autorità locali”. Tra le attività sportive oggetto della riapertura, non figurerebbero ancora gli sport di contatto come il calcetto.

Ristoranti e bar

Nella bozza le regioni ritengono che le regole, se rispettate, possono garantire la fruizione del servizio anche a cena. “Inoltre, tali misure possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio, purché integrate con strategie di screening/testing anche in autosomministrazione”.

Ferma restando l’adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, i titolari dovranno rilevare la temperatura corporea dei clienti, ai quali sarà impedito l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 °C.  

Negli esercizi che somministrano i pasti si dovrà privilegiare l’accesso tramite prenotazione, mantenendo l’elenco dei soggetti per un periodo di 14 giorni. Solo qualora gli spazi lo consentano, e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione, è consentito l’accesso anche senza prenotazione.

I tavoli dovranno assicurare il mantenimento di 1 metro di separazione tra clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (la distanza si può estendere a 2 metri in base allo scenario epidemiologico) e di almeno 1 metro negli spazi all’aperto, eccezion fatta per le persone che non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Sarà obbligatorio l’uso delle mascherine in ogni occasione in cui non si sarà seduti al tavolo.

I titolari dovranno favorire la consultazione online oppure fornire ai clienti menu in stampa plastificata, così da garantirne la disinfezione dopo l’uso. Inoltre, nella bozza, si suggerisce, laddove sia possibile, l’uso di spazi esterni, sempre nel rispetto del distanziamento.

Palestre e piscine

Anche palestre e piscine dovranno adoperare il sistema delle prenotazioni, con il mantenimento dell’elenco dei clienti per due settimane. Bisognerà, inoltre, organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare una distanza di minimo due metri, o di servirsi di apposite barriere. Bisognerà garantire il distanziamento di un metro tra persone che non svolgono l’attività fisica e di 2 metri durante l’attività fisica. La struttura dovrà dotarsi di dispenser con prodotti igienizzanti, e ogni macchina o attrezzo dovrà essere sanificato una volta terminato l’utilizzo.

Le altre regole restano le medesime utilizzate lo scorso maggio (dagli indumenti da riporre nella borsa, all’utilizzo di apposite calzature, fino al divieto di uso promiscuo degli armadietti). Per quanto riguarda le piscine, fermo restando il rispetto del distanziamento di almeno 2 metri negli spazi di attesa, la densità di affollamento in vasca “è calcolata con un indice di 7 metri quadrati di superficie di acqua a persona”. Per le aree solarium e verdi, assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 m2 per ogni ombrellone; tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 m.

Cinema e teatri

Nei cinema e nei teatri resta l’obbligo di mascherina e il divieto di assistere agli spettacoli in piedi. Si dovrà garantire un distanziamento minimo di un metro tra i posti a sedere, sia frontalmente che lateralmente oppure, in alternativa, di 2 metri (con la facoltà di non indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie finché si rimane seduti al proprio posto). Tutti gli spettatori devono indossare la mascherina dall’ingresso fino al raggiungimento del posto (per i bambini valgono le norme generali) e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso. La mascherina va indossata anche al posto a meno che non sia garantita la distanza di almeno 2 metri (vedi punto precedente). Per quel che concerne il personale, “l’eventuale interazione tra artisti e pubblico deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali e in particolare il distanziamento di almeno 2 metri”. Per i concerti, “i Professori d’orchestra dovranno mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro; per gli strumenti a fiato, la distanza interpersonale minima sarà di 1,5 metri; per il Direttore d’orchestra, la distanza minima con la prima fila dell’orchestra dovrà essere di 2 metri. Tali distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet”. È inoltre vietato utilizzare gli spogliatoi promiscui.

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