Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia

Riaprono 4 scuole materne comunali su otto: gli iscritti sono appena 79

Si tratterebbe ancora di dati provvisori. La Fp Cisl spera in "un incremento in corso d'opera"

Sono in tutto 79 i nominativi inseriti nelle graduatorie definitive degli alunni ammessi nelle quattro scuole comunali dell’infanzia di Foggia che resteranno aperte nell’anno scolastico 2022-2023. Gli elenchi sono stati pubblicati lo scorso 19 agosto. Risultano solo 5 nuovi iscritti nella scuola comunale dell’infanzia ‘San Filippo Neri’ di Largo Candelaro, 46 nel plesso ‘Don Milani’ di via Monsignor Farina, 18 ammessi nel plesso ‘Rabindranath Tagore’ di via Gioberti e 10 nella scuola ‘Angela Fresu’ di via Consagro.

Secondo i numeri in possesso della Fp Cisl, saranno 94 i bambini che frequenteranno la scuola dell’infanzia ‘Don Milani’ con una ricettività di 145 alunni, più o meno lo stesso numero dell’anno precedente; 43 gli alunni dei plessi ‘Angela Fresu’ (era frequentata da 60 bambini, numero pari alla sua ricettività, nell’anno scolastico 2021-2022, secondo quanto riportato in una delibera del 30 dicembre 2021) e ‘Tagore’ (nell’a.s. 2021-2022 erano 56, con una ricettività di 84 alunni); 22 i bambini che frequenteranno la materna ‘San Filippo Neri’ (erano 19 nell’anno scolastico 2021-22, con una ricettività di 60 alunni).

Ma si tratterebbe di dati provvisori, perché starebbero arrivando altre iscrizioni. “Molti non sapevano che la ‘San Filippo Neri sarebbe stata riaperta – spiega il segretario generale della FP Cisl di Foggia Marcello Perulli – si spera in un incremento in corso d’opera”.

La commissione straordinaria, lo scorso 23 giugno, aveva rimaneggiato la delibera del 30 dicembre 2021, che disponeva la chiusura di tutte le scuole comunali dell’infanzia e dell’asilo nido ‘Tommy Onofri’. All’esito di un’approfondita istruttoria e di riflessioni maturate anche alla luce delle vibranti proteste delle famiglie e del personale coadiuvato dai sindacati, i commissari hanno scelto di salvare quattro plessi e l’unico nido comunale, concordando la soluzione con l’Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale. Non riapriranno le scuole comunali dell’infanzia ‘Arpi’, ‘Rodari’, ‘Sturzo’ e ‘Sorelle Agazzi’. Nel frattempo, le Politiche Sociali sono passate di mano dalla dirigente Silvana Salvemini al segretario generale Maria Giuseppina D’Ambrosio.

I commissari Marilisa Magno, Rachele Grandolfo e Sebastiano Giangrande hanno dato mandato agli uffici di studiare e valutare un’offerta di servizi che potesse rispondere alle esigenze delle famiglie, a cominciare dalla mensa e dall’anticipo degli orari di apertura, da affiancare ad una buona e strutturata offerta formativa, per rendere più competitive le scuole comunali. Prima di aprire le iscrizioni il 27 giugno scorso, avevano avviato un’indagine conoscitiva per verificare l’effettivo interesse delle famiglie alla riattivazione dei plessi e acquisire maggiori elementi per operare una valutazione. Già dai moduli di adesione, avevano riscontrato numeri “leggermente inferiori rispetto all’anno scorso”.

Una volta smantellato l’intero sistema dei servizi educativi, molte famiglie avevano già provveduto a presentare domanda nelle scuole statali. “È ovvio che tutto ciò che è successo abbia creato scompiglio – osserva il segretario generale della Fp Cisl di Foggia Marcello Perulli - La gente non si è fidata più di tanto. Però è chiaro anche che prendiamo per buona l’intenzione di voler ampliare il servizio, la mensa, ridurre le tasse. La cosa che fa rabbia è che prima avevamo i  numeri, e se si fossero fatte queste cose che si stanno mettendo in campo oggi non ci sarebbe stata storia, perché il servizio sarebbe stato richiesto”.

Il sindacato predicava da anni che il Comune avrebbe dovuto accrescere l’appeal del sistema educativo per contrastare il decremento delle iscrizioni. Poi c’è il caso ‘Angela Fresu’, un paradosso per la Fp Cisl: “Tenevano i numeri compressi, avevano sbagliato la capienza e non accettavano un sacco di bambini, c’era una lista d’attesa lunghissima”. Una volta risolto il problema, si torna a combattere con i numeri. “Confidiamo anche nel fatto che, più in là, perché questo è un fenomeno che si verifica con le scuole comunali, chi porta i bambini alle scuole statali scelga di trasferirli. Siamo fiduciosi – conclude il segretario Marcello Perulli - se sostengono il servizio e lo rendono solido con gli investimenti giusti, i margini ci sono perché, nonostante tutto il massacro, bene o male ha tenuto botta e le richieste ci sono state”.

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