A Foggia riapre il Centro Diurno socio-educativo. 18 utenti accolti nella struttura di viale Candelaro

La gestione della struttura sarà affidata alla Cooperativa sociale “San Riccardo Pampuri”, consorziata Opus. Resterà aperta cinque giorni alla settimana e vedrà impegnata un’equipe altamente specializzata

Foto di repertorio

Ha riaperto finalmente il Centro Diurno socio-educativo e riabilitativo per disabili del Comune di Foggia. La gestione del Centro, destinato a ragazzi e adulti diversamente abili con notevole compromissione delle autonomie funzionali, è affidata alla cooperativa sociale “San Riccardo Pampuri”, consorziata Opus, attiva da oltre 15 sul territorio in numerosi ambiti di intervento sociale.

La struttura, sita al civico 96 di Viale Candelaro, resterà aperta 5 giorni su 7 garantendo le proprie prestazioni al momento per un numero pari a 18 utenti. Le attività, svolte da un’équipe altamente specializzata, sono finalizzate al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia delle persone disabili e al sostegno dei propri familiari e saranno pianificate in base alle esigenze e ai profili dei singoli utenti, con l’obiettivo di ridurre quei fenomeni di emarginazione e isolamento che caratterizzano il tessuto quotidiano dei portatori di diverse abilità, favorendo il sostegno e lo sviluppo dell’autonomia personale e sociale di ognuno.

Si organizzeranno, per tali scopi, attività educative finalizzate all’assistenza nell’espletamento delle funzioni quotidiane, attività di socializzazione ed animazione, attività espressive, psico-motorie e ludiche, attività culturali e di formazione, attività laboratoriali, nonché prestazioni sociosanitarie e riabilitative eventualmente richieste per utenti con disabilità psico-sensoriali. 

“Per quanto ci è stato possibile, come richiestoci espressamente dal Sindaco e dall’Assessore ai Servizi Sociali dottoressa Roberto, - ha dichiarato il presidente del Consorzio OPUS dott. Carlo Rubino - abbiamo favorito l’impegno lavorativo di diversi operatori provenienti dalla cooperativa che ci ha preceduto nella gestione del Centro, sebbene non fossimo tenuti al loro reimpiego. In questo modo abbiamo difatti accolto la richiesta delle famiglie circa la continuità assistenziale dei propri familiari”.

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