Crisi, sul Gargano l'impatto più forte del lockdown. Capitanata ancora maglia nera in Puglia: non arretra la disoccupazione

I dati del Report sullo stato delle crisi industriali gestite dalla Regione Puglia fotografano la situazione economica e occupazionale al tempo della pandemia. In provincia di Foggia si azzerano, però, i tavoli regionali sulle vertenze

Si trova sul Gargano la quota maggiore di attività della provincia di Foggia sospese durante il lockdown; la Capitanata detiene ancora il triste primato del tasso di disoccupazione più elevato della Puglia, ma nel 2020 in provincia di Foggia non si registrano grosse vertenze industriali. Sono i principali dati che emergono dal Report sullo stato delle crisi industriali gestite dalla Regione Puglia redatto dalla Sezione Aree di crisi industriale del dipartimento Sviluppo Economico e pubblicato il 31 dicembre.

Il rapporto si compone di 49 pagine e fotografa la situazione economica e occupazionale della Puglia al tempo della pandemia, confrontandola con i dati nazionali e le diverse aree geografiche. Aggregando stime e statistiche, vengono evidenziate le ricadute delle misure di contenimento sulla produzione e l'occupazione, senza trascurare tuttavia gli effetti di mitigazione esercitati dagli ammortizzatori sociali e dal divieto di licenziamenti.

Il primo spiraglio si intravede nelle stime del rapporto Svimez che se per il 2020 indicavano un calo del 10,8% del Prodotto interno lordo in Puglia, per il 2021 prospettano un recupero dell'1,7%, leggermente superiore alla previsione relativa all'intero Mezzogiorno.

L'impatto del lockdown

Tra marzo e maggio 2020, secondo un'analisi dell'istituto Ipres, la quota maggiore di attività sospese (oltre il 65%) si è registrata nel nord barese, nel brindisino, nel basso Salento e nell’alto Gargano. Per quanto riguarda il comparto dei Servizi, la maggiore incidenza delle attività sospese (oltre il 48%) interessa la dorsale adriatica, i Sistemi Locali del Lavoro (la suddivisione geografica stabilita dall'Istat tenendo conto anche del pendolarismo) di Francavilla Fontana, Nardò, Gallipoli e, sebbene con minore impatto (meno del 42% del comparto), le aree interne del Gargano e della Murgia.

In provincia di Foggia l'incidenza delle Unità Locali “sospese” a seguito del Dpcm dell’11 marzo 2020 e del decreto ministeriale del 25 marzo risulta più alta, dunque, per l'industria nella zona dei laghi di Lesina e Varano, Apricena, Sannicandro Garganico e Poggio Imperiale, con valori elevati anche nel comprensorio di San Giovanni Rotondo per esempio, a giudicare dalla cartina che segnala una situazione a macchia di leopardo. Per i servizi, a soffrire di più le chiusure forzate è stata la costa garganica con Peschici, Vieste, Mattinata fino a Manfredonia ma anche Vico, Rodi, e il comprensorio dei laghi, con un'incidenza lievemente inferiore segnalata da un verde che nella scala dell'intensità dell'Ipres è vicina al rosso.

Per quanto riguarda l'incidenza di addetti nelle attività sospese, rispetto al comparto industriale la quota maggiore si registra da Chieuti ai laghi e Apricena, sempre nel Gargano Nord, per i servizi invece la maggiore incidenza è evidenziata nell'area di Peschici e la minore sospensione di addetti si registra nell'area orbitante intorno alla città capoluogo (meno del 35%).

Maglia nera per la disoccupazione 

Gli ultimi dati disaggregati per province si riferiscono al 2019. La Capitanata, rispetto alle altre province pugliesi, in tre edizioni ha sempre evidenziato trend piuttosto negativi e dal 2017, in fatto di disoccupazione, presenta un tasso preoccupante. Rispetto al tasso di occupazione (anche quella femminile), Foggia insieme alla Bat è fanalino di coda. Il tasso di disoccupazione più elevato in  Puglia spetta proprio alla provincia di Foggia (20,8%), il più basso a quella di Bari (11,8%). Il tasso di disoccupazione femminile oscilla tra il 13,9% delle provincia di Brindisi e il 23,1% della provincia di Foggia.

Boom degli ammortizzatori sociali

In Puglia, l'effetto più evidente dei provvedimenti in materia di integrazione salariale per far fronte all'emergenza da Covid-19 è racchiuso nel boom di ore di Cassa integrazione guadagni ordinaria, Cigo, che da gennaio a novembre sono state 81 milioni contro i 5 milioni dello stesso periodo del 2019. La cassa integrazione in deroga, poi, ha subito un incremento dell'8mila percento.

Zero tavoli di crisi

Già lo scorso anno Foggia aveva fatto registrare un trend in discesa rispetto ai tavoli di crisi governati dalla Regione, passati da 5 a 2 e annullati nel 2020. Gli unici lavoratori conteggiati (50) coinvolti in una crisi sono relativi alla vertenza ultraprovinciale “Servizio Ossigenoterapia Domiciliare”.

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