Ddl su danni da fauna selvatica, Gatta: "In alto mare, mentre i cinghiali invadono le aree urbane"

La denuncia: "A fronte di una situazione tanto delicata, nulla si muove. L'assenza della Giunta in commissione ha impedito la discussione del testo di legge dedicato al contenimento della fauna selvatica

Immagine di repertorio

"Un giovane è rimasto recentemente vittima di un incidente stradale a causa di un cinghiale, cinghiali che si aggirano per le città, alcuni dei quali sono addirittura entrati in private abitazioni in alcune aree della Capitanata, laddove  per pura fortuna non si sono verificati eventi drammatici facilmente immaginabili.

Nel frattempo, gli storni continuano a distruggere e danneggiare i campi agricoli. A fronte di una situazione tanto delicata, nulla si muove ed anche oggi l'assenza della Giunta in commissione ha impedito la discussione del testo di legge dedicato al contenimento della fauna selvatica e dei danni causati da quest'ultima".

Così il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta, a margine della Commissione di oggi che ha deciso, a causa dell'assenza del rappresentante del governo regionale, il rinvio dell'esame del ddl "Norme in materia di danni provocati dalla fauna selvatica, di tutela dell’incolumità pubblica e dell’ordine economico”.

"Questo provvedimento - aggiunge - era ed è di straordinaria rilevanza, affrontando un tema di valore come l'incolumità dei cittadini e dei danni che possono patire agricoltori e allevatori. Avremmo potuto avviare oggi l'iter per la sua approvazione, senza attendere il recepimento di emendamenti della Giunta che abbiamo visionato e che rappresentano solo dei manifesti ideologici, cassando peraltro le norme più centrali del testo originario (sic!). Ad ogni modo, la giornata si è sviluppata anche con l'audizione del direttore dell'Arif, a cui abbiamo sollecitato una programmazione preventiva sul fronte delle attività antincendio per mitigare il rischio di ennesimi disastri alle nostre, poche e perciò ancor più preziose, aree boschive che si estendono prevalentemente in Capitanata. Ciò significa agire su due fronti: uno occupazionale e l'altro ambientale e paesaggistico. Avviare con anticipo le attività - conclude Gatta - vuol dire dare ossigeno ai dipendenti, aumentando le giornate lavorative dei dipendenti, come stabilito dal Consiglio regionale, ma anche preservare un patrimonio prezioso come i boschi".

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