Economia

Quattroruote boccia i foggiani al volante: 4 su 5 senza cintura. Delle Noci: "1 su 2"

Delle 70mila multe elevate, 42mila riguardano la sosta a pagamento. Quattroruote pizzica anche conducente di Ataf che parla al cellulare mentre guida. Mongelli: "Abbiamo i costi RcA tra i più alti d'Italia"

C’è poco da fare. Sono infatti risicati - anzi risicatissimi – i margini di interpretazione dei dati dell’inchiesta, condotta dal magazine Quattroruote, che boccia su tutta la linea i foggiani al volante. E lancia a tutti i patentati un grido di allarme: più sicurezza al volante, soprattutto alla luce delle criticità e dei pericoli che si incontrano, ogni giorno, sulle strade di Capitanata.

Il metodo scelto dai cronisti di Quattroruote è empirico: basta contare le auto in transito ai principali incroci cittadini per verificare che su 100 automobilisti, almeno 80 non indossano la cintura di sicurezza. “Quelle anteriori – precisa l’articolista – perché per i posti dietro la quota è a zero fisso”. Un metodo facilone, si potrebbe contestare, ma che entra a gamba tesa in una problematica avvertita in città da tutti, e a più livelli, ovvero quello della (mancata) sicurezza alla guida.

Una percettuale subito corretta da Romeo Delle Noci, comandante della polizia municipale, e dall’Assessore al Traffico, Franco Arcuri che, stendendo il “manto della Misericordia” sui comportamenti scorretti degli automobilisti foggiani, riportano la percentuale degli indisciplinati dall’80% (dato emergenziale) al 50%. Senza però che la situazione cambi di molto. “Contiamo sulla prevenzione – spiega Arcuri – abbiamo contatti con 2000 alunni delle elementari: saranno loro ad educare i genitori”.

Ma non si tratta di mettere la testa sotto la sabbia perché, come dimostrato, i vigili – o almeno il loro comandante - sanno. Però – multe alla mano – delle oltre 70mila contravvenzioni elevate circa 42mila riguardano la sosta a pagamento, e le restanti si dividono tra autovelox e street control, divieto di sosta e sosta in doppia fila. Con buona pace per la prevenzione e la sicurezza al volante.

L’uso del telefonino alla guida così come la guida senza cinture porta alle casse del Comune, con appena 111 multe elevate, solo pochi spiccioli (invece che una fortuna, stando ai dati contestati). E nel calderone dei colpevoli, Quattroruote – grazie ad un nutrito corredo fotografico – mette un po’ tutti: anche un autista Ataf impegnato in una conversazione al cellulare durante una corsa.

La condotta foggiana si ripercuote gravemente nel rapporto ‘ferimenti e decessi’ per ‘numero di incidenti’. Paragonando i dati di Foggia a quelli altre città con numero di abitanti simile (come Cuneo, Como o Taranto) ad un minore numero di incidenti corrisponde un numero più alto di feriti o deceduti. Su 1563 sinistri registrati dall’Aci nel 2011 in città, 67 sono state le vittime e 2848 i feriti. Altrove, invece, dove gli incidenti oscillano tra i 2200 ed i 2800, le vittime non arrivano - buon per loro - a 48.

A determinare questo rapporto è sicuramente il non utilizzo, da parte di un automobilista/passeggero su due, delle cinture di sicurezza; il resto del lavoro sporco lo fanno le truffe alle assicurazioni, con tanto di referti medici finti o gonfiati. “Abbiamo i costi RcA tra i più alti d’Italia”, tuona dalle colonne del magazine il sindaco Gianni Mongelli che però - aggiungiamo noi – non fa cenno ai rischi indotti dalle buche, dallo stato del manto stradale incerto o rabberciato e dalla discutibile posizione delle strisce blu a ridosso di incroci, fermate autobus, attraversamenti pedonali (questioni che hanno tanto indignato il mondo virtuale e reale nei mesi passati) e sul buio pesto che, nelle ultime settimane, colpisce – in modo random – alcune zone della città (ieri sera è toccato al tratto finale di Corso Roma, trafficatissima direttrice centrale cittadina).

C’è bisogno di più controlli in città, questo è fuori d’ogni dubbio. Ne conviene anche il commissario dell'Automobile club, Raimondo Ursitti. Una necessità che cozza con il numero di agenti di polizia municipale disponibili in città; un numero già sottodimensionato per le effettive necessità di Foggia e, per di più, gravato da altri compiti e servizi speciali (manifestazioni civili, religiose e sociali, spettacoli, festività, partite di calcio) penalizzando ovviamente il controllo delle strade di una città che, in tempi già così difficili, non si può accontentare di una “coperta troppo corta”.

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