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Qualità della vita: Foggia 99esima, italiani ci vivrebbero solo se pagati

Gli italiani chiederebbero di essere pagati, mediamente circa 3873 euro. Secondo i tre ricercatori le caratteristiche del territorio si rifletterebbero nei prezzi delle abitazioni e delle retribuzioni

Da una ricerca sulla qualità della vita condotta da Alessandra Michelangeli, Emilio Colombo e Luca Stanca, economisti dell’Università di Milano-Bicocca, emerge come gli italiani sarebbero disposti a pagare anche fino a un quarto del proprio reddito medio annuo per trasferirsi in città come Pisa, Trieste, Bologna e Ancona.

In questa speciale classifica la città di Foggia occupa il 99esimo posto ed è prima soltanto a Crotone, Potenza, Caltanissetta ed Enna. Questo significa che per trasferirsi a Foggia, vale a dire in una città con caratteristiche inferiori rispetto alla media, gli individui chiederebbero di essere addirittura pagati, mediamente circa 3873 euro.

Il metodo endonico su cui si basa l’indagine dei tre ricercatori, misura gli impatti positivi e negativi del territorio sui prezzi delle abitazioni e sui salari e la disponibilità delle persone a pagare per trasferirsi in una determinata città o per lasciarla. Consiste nel misurare la qualità della vita utilizzando una serie di caratteristiche del territorio di natura ambientale, demografica e socioeconomica, che sono indicate con il termine amenità o disamenità.

La ricerca (pubblicata anche in volume col titolo Città italiane in cerca di qualità, Egea) ha utilizzato un data set reso disponibile dall’Agenzia del Territorio che contiene informazioni molto dettagliate sui singoli immobili oggetto di compravendita (circa 150 mila) nei capoluoghi di provincia e un data set dell’INPS relativo ai salari individuali di circa 157 mila lavoratori dipendenti nel settore privato residenti nei capoluoghi di provincia. In questo modo è stato possibile separare la componente dei prezzi degli immobili di una determinata città nella parte che è attribuibile alle caratteristiche della città dalle caratteristiche intrinseche dell’immobile o del lavoratore nel caso del salario.

Con questo lavoro – chiariscono gli economisti – non vogliamo stabilire dove si viva meglio ma, basandoci sui prezzi di mercato degli immobili a uso abitativo, rivelare le valutazioni implicite degli individui rispetto alle caratteristiche delle città”.

Le caratteristiche del territorio si rifletterebbero nei prezzi delle abitazioni e delle retribuzioni perché – secondo i ricercatori - gli individui scelgono di abitare e di lavorare nelle città che giudicano più attraenti, facendo così variare la domanda di abitazioni e l’offerta di lavoro.

 

 

 

 

 

 

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