Economia

Da gialla ad arancione in meno di 24 ore. Ristoratori sul piede di guerra: "Vergogna". Ma c'è chi non avrebbe riaperto

Commercianti e imprenditori, ristoratori e titolari di bar e pizzerie sul piede di guerra: "Dovreste provare a capire cosa significa alzare la saracinesca ogni mattina"

Giusto il tempo di attrezzarsi per la riapertura, di fare scorte di alimenti, di ordinare la merce ai fornitori e di prendere le prime prenotazioni. E' durata meno di 24 ore la gioia di ristoratori e titolari di bar e locali della provincia di Foggia. La doccia fredda ieri pomeriggio: si torna in zona arancione. 

La gioia di poter riaprire al pubblico dopo più di un mese dall'ultima volta, seppure soltanto fino alle 18, è stata interrotta ieri pomeriggio da Michele Emiliano. Ci si è messo finanche il maltempo a complicare le cose. "Siamo al lavoro con Pierluigi Lopalco, Vito Montanaro, Lucia Bisceglia, Rossana Lanza, per predisporre una ordinanza da concordare con il ministro Speranza che mantenga in zona arancione le province di Foggia e Bat e parte dell'area Murgiana della città metropolitana di Bari".

Anche e soprattutto i sindaci hanno optato per la linea cautelativa. Il presidente della Provincia di Foggia ha quasi dettato la condizione sine qua non dei “ristori” per le attività commerciali "che dopo essersi  preparate per la ripartenza, dovranno di nuovo chiudere i locali al pubblico, in un territorio che già sconta una situazione economica al collasso", ma evidentemente non è bastato a placare gli animi e le polemiche. 

"Altra merce da buttare, migliaia di euro di nuovo in fumo. Ma qua veramente volete far scatenare la rabbia sociale e guerra civile? E' che prima di fare politica dovreste provare a capire cosa significa alzare la saracinesca ogni mattina" il sentimento di rabbia che serpeggia non solo tra i titolari di ristoranti, bar e pizzerie. 

Ma c'è anche chi, come il ristorante 'Giardino di Monsignore' aveva già deciso di non riaprire durante le festività natalizie: "Ringraziamo tutti coloro che hanno già chiamato per prenotare, ma il nostro senso di responsabilità e correttezza che ci contraddistingue ci vede costretti a darvi appuntamento a periodi più tranquilli e sereni".

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