I pescatori di Manfredonia invocano l'Unione Europea: "Basta, così si distrugge l'intero comparto"

La protesta dei pescatori della Marineria di Manfredonia sbarca su Rai Uno, al centro di un approfondimento del Tv7. Le proposte dal Golfo sipontino e il punto del portavoce, l'avv. Pierpaolo Fischetti

I pescatori di Manfredonina

Il mondo della pesca, ed in particolare la realtà della Marineria di Manfredonia, al centro del settimanale TV7. Venerdì 15 novembre, alle 23, tocca ai pescatori Manfredonia, ascoltati, intervistati e ininterrottamente filmati in tutti i segmenti della loro attività, con l’inviato del TG1 imbarcatosi su uno dei pescherecci della flotta sipontina sin dalla mezzanotte per seguire passo dopo passo il duro lavoro che si svolge nel mare.

"L’intento - spiegano i pescatori - è dimostrare all’opinione pubblica nazionale l’illogica imposizione della normativa europea delle pratiche oggi obbligatorie sul pescato ed in particolare delle misure delle reti da pesca da adottare. Ciò che è emerso visivamente ha del sensazionale e fa capire plasticamente come è ormai ridotto allo stremo un settore che per importanza e funzionalità non è secondo a nessuno".

Gli argomenti trattati sono stati i più disparati: dal sistema sanzionatorio che si è abbattuto in maniera perversa sugli operati del mare, addirittura andando a decurtare i punti direttamente sulla licenza di pesca - col chiaro intento di penalizzare l’intero equipaggio e quindi l’impresa -, alla riduzione vertiginosa dei posti di lavoro. Su tale ultimo punto basti pensare che la sola flotta di Manfredonia all’inizio degli anni 2000 era composta da circa 600 imbarcazioni, mentre oggi si attesta su circa 180 pescherecci suddivisi in piccola e grande pesca.

Si è parlato anche dei piani di gestione della pesca sino al riscaldamento dei nostri mari che ha irrimediabilmente mutato l’habitat dei fondali e le specie dei pesci. Rilevante i dati forniti anche sullo sforzo di pesca e le misure adottate a difesa di questo lavoro. Ai microfoni del TG1, l’avv. Pierpaolo Fischetti, nella sua veste di portavoce dei pescatori sipontini, ha lanciato una proposta peraltro condivisa da tutta la categoria: "Partiamo da un dato incontrovertibile: le misure che oggi sono state calate dall’altro, ovvero da Bruxelles, mirerebbero a migliorare la pesca in Europa. Ebbene l’impatto di dette regole in Italia si può dire favorevole? Certamente no, posto che se prima su ogni imbarcazione vi era un equipaggio composto da almeno 5 o 6 unità oggi esse si sono ridotte ad appena tre, ovvero al numero minimo consentito per legge. L’indotto del pescato è ormai penalizzato favorendo un mercato illecito peraltro di importazione".

"Alcune specie quali i tonni stanno alterando l’ecosistema perché una determinata pesca è ormai vietata e diverse varietà diventano preda esclusiva dei predatori. Dunque qual è il rimedio? Azzeriamo i dati scientifici posti a fondamento delle scelte della Commissione Europea, creiamo al riguardo il confronto con tutti gli operatori interessati; in sostanza cerchiamo la condivisione delle regole con lo studio del mare anche sulle nostre imbarcazioni con i tecnici e gli scienziati che forniranno e un nuovo quadro sulle dirette e vive risultanze: il tutto nel pieno del contradditorio con i nostri biologi e i nostri esperti. I pescatori, è bene imprimerselo nella mente, sono persone che amano il mare perché è la loro vita e tengono a conservare le sue risorse e non certo a compromettere la loro stessa ed unica sussistenza".    

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