Lavoratori CSS senza stipendio: a rischio l'assistenza per 150 disabili

Sit in di protesta questa mattina davanti all'Asl di Foggia. Hanno incrociato le braccia i dipendenti della Css Isernia. Circa 50 addetti chiedono 8 mensilità arretrate. A rischio le cure per oltre 150 disabili

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Un vero e proprio popolo che pretende di essere curato. Sono in 150, tutti affetti da disabilità più o meno gravi, costretti a letto o su una sedia a rotelle, che confidano nell’assistenza domiciliare per le cure di ogni giorno. Un popolo sparso nel Gargano Nord, da Vieste a Vico, da San Nicandro Garganico ad Apricena, accomunato dalla stessa drammatica sorte: a partire da oggi nessuna assistenza sarà più loro erogata se l’Asl di Foggia non pagherà gli operatori della CSS ISERNIA, che svolge il servizio per conto di Piazza della Libertà.  Circa 50 addetti all’Assistenza Domiciliare e all’Unità Degenza Territoriale che da 8 e 4 mesi non percepiscono lo stipendio.

Lavoratori allo stremo, che pagano di tasca propria finanche gli spostamenti per recarsi da un paziente all’altro e che, di recente, si sono visti piombare sul capo un’altra pesantissima tegola: l’arresto del presidente della Css nell’ambito di uninchiesta per truffa alla Asl di Foggia. Adesso dicono basta e - con il sostegno della Fp Cgil - hanno proclamato lo stato di agitazione: da oggi, 1° luglio, incroceranno le braccia. Lo hanno comunicato questa mattina all’Asl, con un sit in di protesta ed una conferenza stampa pubblica in Piazza della Libertà, a Foggia.

E’ evidente - dichiara Francesca Tavano, Fp Cgil - che la vicenda giudiziaria ha complicato ulteriormente le cose, spostando la vertenza dalla Css all’Asl di Foggia, che dal canto suo deve sollecitare l’assessorato regionale alla Sanità. Una cosa è certa - continua - i guai giudiziari della Css non possono ricadere sulle spalle di lavoratori ed ammalati, tantomeno le eventuali difficoltà economiche dell’Asl di Foggia. Né possiamo rifarci con i decreti ingiuntivi dei lavoratori, che sono semplicemente andati ad allungare la mole di lavoro degli uffici giudiziari”.

Accanto a loro, a rappresentare il paziente (la seconda vittima, dopo il lavoratore, di una stessa situazione), il vicepresidente nazionale dell’Associazione Superamento Handicap, Giancarlo Caputo. Tetraplegico a causa di un incidente di gioventù, Caputo, con la sua inseparabile carrozzina, era lì, direttamente da Apricena: “Devono guardarmi e devono vergognarsi” ha dichiarato amaro, puntando il dito contro il silenzio del direttore generale dell’Asl, Ruggero Catrignanò (“Siamo pazienti e contribuenti anche noi - tuona - e pretendiamo il diritto alla salute“) e annunciando il ricorso - in assenza di risposte - al Tribunale per i diritti del malato.

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E’ toccato al direttore del Dipartimento di Riabilitazione, il dottor Leonardo Trivisani, fare le veci di Castrignanò. Trivisano ha assicurato il massimo impegno da Piazza della Libertà per la risoluzione della vertenza. “Stiamo lavorando” garantisce ed annuncia risposte operative nel giro di qualche giorno. “Entro martedì - dice - riusciremo a fare un primo mandato di pagamento”. Lo stato di agitazione, al momento, resta.

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