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Lunedì, 4 Luglio 2022
Economia Torremaggiore

"Non ce la facciamo più". Agricoltori foggiani al tappeto: "Dateci risposte o scendiamo in strada con i trattori"

Aumenti alle stelle di gasolio e costi di gestione, furti e manodopoera. Ieri l'incontro a Torremaggiore alla presenza degli agricoltori, dei rappresentanti delle associazioni di categoria, dei sindaci dell'Alto Tavoliere, della senatrice Gisella Naturale

Ieri mattina, nel corso di un incontro che si è svolto presso il Comune di Torremaggiore, gli agricoltori hanno sollecitato i rappresentanti delle associazioni di categoria - Coldiretti, Cia e Confagricoltura - la senatrice del Movimento 5 Stelle, Gisella Naturale e i sindaci dell’Alto Tavoliere - tra cui Antonio Potenza di Apricena e il padrone di casa Emilio Di Pumpo - ad intervenire contro i rincari di gasolio e fertilizzanti, i problemi di gestione e i furti dei mezzi agricoli. Altrimenti, se non riceveranno risposte esaustive entro venerdì 25, scenderanno in strada con i mezzi agricoli.

La crisi sta minando seriamente la serenità degli imprenditori e degli allevatori agricoli della provincia di Foggia, compromettendone futuro, investimenti e produzioni di aziende agricole e zootecniche. Prezzi non remunerati con un minimo garantito, manodopera costosa e inesistente, mancanza di materie prime per l’esercizio della professione, pressione fiscale e adeguamento alle norme di sicurezza con l’impiego di ulteriori capitali, riduzione dei premi Agea e assenza di organi sindacali: questi ed altri, i problemi dibattuti durante il confronto.

“Non è possibile che un litro di gasolio agricolo sia arrivato a 1,50, non è possibile per un datore di lavoro sostenere la spesa economica di un operaio, anche noi a fine anno dobbiamo portare qualcosa a casa. Per non parlare dei furti, non c’è sicurezza e nessuno che ci tuteli. Inventiamoci qualcosa per presidiare un territorio così vasto” ha detto in apertura Lello Mancini di Confagricoltura. Così Giuseppe, titolare di un’azienda agricola di Torremaggiore, a Foggiatoday: “Non ce la facciamo più, ad esempio sul pomodoro dovrebbero stabilire in anticipo il prezzo. Stessa cosa per uva, olive e altri prodotti". Un altro imprenditore agricolo della zona che produce olio di qualità, ha fatto notare come all’aumento delle materie prime, dei costi di energia, di trasformazione e di commercializzazione, il mercato risponda al ribasso. Ha poi altresì evidenziato l’anomalia dei costi di produzione maggiori rispetto ai competitor europei.

I titolari delle aziende del territorio spingono perché si riducano le accise del gasolio e si intervenga sul monte contributi agli operai, ritenuti troppo elevati: “Trovate soluzioni per ridurre le tasse e che ci facciano vivere meglio. Al resto ci pensiamo noi, siamo bravi a produrre e con qualità” hanno concluso. 

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