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Domenica, 16 Gennaio 2022

'Io ci sono...al lavoro', il progetto rivolto a 20 ragazzi autistici e con difficoltà cognitive: "Hanno tanto da offrire"

Presentato 'Io ci sono... a lavoro', il progetto dell'associazione 'Il Girasole' di Foggia, finanziato dalla Fondazione Megamark e rivolto a 20 ragazzi dai 18 anni in su, con autismo e difficoltà cognitive

Non esiste inclusione sociale senza un percorso di inserimento lavorativo. Ed è questo l'obiettivo che intende perseguire l'associazione foggiana 'Il Girasole', promotrice del progetto 'Io ci sono... a lavoro', rivolto a 20 ragazzi dai 18 anni in su con autismo e difficoltà cognitive, che attraverso i laboratori con alcune attività commerciali partner (ristorante, pizzerie, braceria e lavanderia), svolgeranno una importante esperienza professionale. 

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Megamark, che ha stanziato circa 25mila euro: "Crediamo nelle iniziative di questa associazione. Questo progetto ci dà una grande speranza sul futuro di queste persone", ha dichiarato Daniela Balducci della Fondazione.

"Nonostante ci sia la legge 'Dopo di noi', che tutela l'inclusione sociale dei ragazzi, siamo ancora un po' lontani da quello che deve essere", spiega la psicoterapeuta Cristina Bubici, vicepresidente de Il Girasole. 'Io ci sono... a lavoro' ha, tra le sue finalità, anche quella di sensibilizzare la comunità locale e imprenditoriale: "Questi ragazzi hanno tanto da offrire, terminato il periodo scolastico. Le loro abilità, se adeguatamente canalizzate, possono dare un valore aggiunto alle realtà che li accoglie". 

Tanti i passi in avanti registrati negli ultimi anni in tema di inclusione, ma la strada da percorrere per una completa integrazione dei ragazzi è ancora lunga, soprattutto per quel che concerne l'inserimento nel mondo del lavoro, una volta terminati gli studi scolastici: "Le famiglie a volte sono disperate, perché nei casi più difficili la gente non è ancora pronta ad affrontare queste situazioni. dopo la scuola è come se questi ragazzi restassero cristallizzati in una realtà di eterni bambini. C'è ancora tanto da fare in questa direzione". 

Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'assessora regionale al welfare Rosa Barone: "L'aspetto lavorativo è il tassello che manca ancora. Il supporto ai centri e alle famiglie inizia a esserci, ma la forma di autonomia da garantire ai ragazzi ancora manca, per questo ben vengano esempi concreti come questo progetto". 

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