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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Economia Monteleone di Puglia

Cia, parte da Monteleone di Puglia il progetto ‘Biodiversità’

La prima fase del progetto è dedicata al censimento dell'olivicolo, del frutticolo e del viticolo pugliese. Allo scopo di illustrarlo su tutto il territorio la Cia sta organizzando 19 incontri

Si chiama "Recupero del germoplasma olivicolo, vitivinicolo e frutticolo pugliese" e nasce per dare un contributo alla biodiversità pugliese attraverso la catalogazione, la caratterizzazione, la conservazione e il risanamento del germoplasma e delle specificità locali.

Il progetto è stato illustrato a Monteleone di Puglia nel corso di un convegno sul tema "L'identificazione ed il recupero di varietà locali rare di antica coltivazione" al quale hanno partecipato Giovanni Cera, dirigente provinciale Cia Foggia, Angelo Antonio Guerriero, vicesindaco del Comune di Monteleone di Puglia, Pierfederico La Notte, responsabile scientifico Cnr-Istituto di virologia vegetale e Crsfa "Basile Caramia", Leonardo Susca, tecnico del Sinagri srl Spin Off e del Crsfa "Basile Caramia".

"La biodiversità - ha spiegato Cera - è una delle più importanti risorse del pianeta. La sicurezza alimentare e l'auto sufficienza dipendono dalla disponibilità di diversità genetica delle colture. Tuttavia la richiesta di una crescente produzione di cibo e l'indubbio successo produttivo di alcune colture hanno comportato la sostituzione delle varietà locali con un ristretto numero di ibridi e l'erosione dell'agrobiodiversità".

Di qui l'importanza del progetto che ha come finalità "rintracciare e conservare germoplasma per tutelare la biodiversità e mettere a sistema le conoscenze attuali. In questo modo è possibile ampliarle e contribuire allo sviluppo della filiera e delle comunità agricole e rurali pugliesi", ha proseguito il dirigente provinciale Cia. 

La prima fase del progetto è incentrata sullo studio della distribuzione della variabilità genetica dell'ulivo, del viticolo e del frutticolo pugliese (ricerche storiche,culturali e archivistiche negli archivi pubblici e privati della Regione, ricerche sul campo e in laboratorio) attraverso il coinvolgimento di un ampio partenariato scientifico, di privati e organizzazioni di categoria.

Una volta terminato il censimento, sarà costituito un database informatico gestito dalla Regione a Puglia che renderà più veloci gli interventi di tutela. Le fasi successive alle ricerche didattiche e sul campo sono sette: ricerca di materiale riproduttivo (varietà, cloni, biotipi); conservazione ex situ delle varietà; caratterizzazione e nuovi sistemi di identità varietale; risanamento del materiale di moltiplicazione e preparazione di materiale sano; inventari, banche del germoplasma e banche dati; redazione di schede varietali; conservazione in situ tramite la riproduzione e il mantenimento. 

Allo scopo di illustrare il progetto su tutto il territorio la Cia sta organizzando 19 incontri. "L'intento è quello di raggiungere il maggior numero di agricoltori, associazioni, comuni e tutti gli altri soggetti interessati in grado di segnalare la presenza sul territorio di varietà rare in via di estinzione. Ogni volta che una varietà colturale si estingue, perdiamo un pezzo della nostra memoria. E la CIA è pienamente impegnata nella tutela delle nostre specificità", ha aggiunto Cera. 

"Siamo lieti di ospitare un convegno così qualificato dal quale intendiamo trarre spunto per valorizzare i prodotti della nostra terra", ha affermato Guerriero. Susca e La Notte hanno infine illustrato i dettagli tecnici, le varietà colturali pugliesi (vite, frutta, ulivi) in estinzione già salvate attraverso il progetto "Biodiversità" e le specie oggetto di ricerca in Capitanata. Sul sito www.fruttiantichipuglia.it è possibile reperire tutte le informazioni necessarie sulle varietà da segnalare e tutelare. "Biodiversità" ha come capofila Crsfa "Basile Caramia", "Sinagri srl Spin Off Università di Bari", Regione Puglia, Unione Europea e, tra i partner, CIA Puglia, "Agricoltura è vita srl", Coldiretti Puglia, "Impresa verde Puglia srl", Confagricoltura e Confcooperative. 

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