Sabato, 16 Ottobre 2021
Economia

Crollo del prezzo del grano, la preoccupazione della Cgil: “Perdita di oltre 100 milioni di euro”

Si temono ricadute economiche e sociali. Il segretario Calamita: “Necessario intervento delle istituzioni, a partire dal Ministero dell’Agricoltura”

Prezzo del grano duro in caduta libera. Il pericolo di ricadute economiche e sociali non può non destare forte preoccupazione. Numeri preoccupanti, come evidenzia la segreteria provinciale della Cgil di Capitanata: “A fronte di una media di 30 euro per quintale contrattato alla borsa merci nel 2015 – commenta il segretario della Cgil, Daniele Calamita – un prezzo già in calo rispetto all’anno precedente, si è giunti a giugno a valori attorno ai 20 euro per la qualità extra mentre quella mercantile si attesta attorno ai 18-19 euro”, il commento del segretario Daniele Calamita.

"A fronte dei 300mila ettari destinati a grano in provincia di Foggia - prosegue Calamita - e di una produzione attorno ai 35 quintali per ettaro, la perdita complessiva che si può stimare nel bilancio economico provinciale si attesta sui 100 milioni di euro, con le ripercussioni maggiori sulle aree del Subappennino. A dire degli agricoltori con un prezzo inferiore ai 30 euro per quintale non si rientra nemmeno dei costi di produzione, e a pagare dazio sarà sicuramente anche il lavoro. Il tutto è determinato dall’ingresso di grandi quantità di grano estero e da attività propriamente speculative.

Urge dunque un intervento delle istituzioni: "Crediamo sia necessaria un’attenzione a partire dal Ministero dell’Agricoltura con la definizione in tempi stretti del piano cerealicolo nazionale, ma allo stesso tempo, un intervento delle Istituzioni locali e Regionali e del mondo delle imprese che dovrebbe iniziare a fare sistema e lavorare su una seria programmazione delle produzioni”. 

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