Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Prezzi al ribasso per l’uva da vino. Cia Foggia: “Agricoltori penalizzati”

La Provincia Cia Foggia lancia l’allarme analizzando l’andamento dei prezzi dell’uva da vino, scesi di 7 centesimi al chilo rispetto al 2014. Una speculazione che danneggerebbe gli agricoltori

Provincia Cia Foggia esprime preoccupazione per l’andamento dei prezzi dell’uva da vino. Nonostante l’ottima annata, con una produzione di eccellente qualità, la base delle contrattazioni in questi giorni parte da un prezzo che oscilla fra i 13 e i 15 centesimi al chilo riconosciuti ai produttori. Nello stesso periodo dello scorso anno, quando le piogge abbondanti incisero negativamente sul grado zuccherino dell’uva, la partenza delle contrattazioni ebbe come base i 17 centesimi, per poi attestarsi su una quota media di 20-21 centesimi.

Se i prezzi non raggiungeranno almeno i livelli del 2014, molti agricoltori non potranno recuperare nemmeno i costi del ciclo colturale e della raccolta. La Confederazione Italiana Agricoltori teme che, come accaduto per il pomodoro, si assista a una pericolosa asta al ribasso, intrapresa sulla pelle dei produttori e giocata sul fattore tempo: più si ritarda la raccolta, più si mette a rischio la tenuta qualitativa dell’uva da vino.

La Capitanata, dove l’uva da vino prevale come superfici coltivate su quella da tavola, potrebbe essere fortemente penalizzata da questa tattica speculativa attuata contro gli agricoltori. In un anno particolarmente difficile per tutto il comparto agricolo, la Confederazione Italiana Agricoltori ritiene che si debbano mettere in campo strategie e sinergie per aumentare il potere contrattuale dei produttori, sostenerne l’impegno produttivo e valorizzare la riconosciuta eccellenza dell’uva di Capitanata.

Nel 2015, gli agricoltori hanno affrontato una lunghissima serie di problemi. Con il nuovo anno economico, da questo mese in avanti, Provincia Cia Foggia ritiene che istituzioni, sindacati e organizzazioni agricole debbano lavorare insieme per fare in modo che il comparto primario venga realmente rilanciato, dando più forza ai produttori, garantendo loro la possibilità di lavorare al meglio e di creare nuovi posti di lavoro. Sul campo non ci sono soltanto le contraddizioni e le storture delle campagne del pomodoro e dell’uva, con prezzi imposti ai limiti del ricatto, ma anche la vera e propria emergenza delle bande criminali che imperversano nelle campagne e stanno spingendo gli agricoltori oltre i limiti dell’esasperazione. Sulla questione uva, come su quella dei livelli assolutamente insufficienti di sicurezza nelle campagne, la Confederazione Italiana Agricoltori intende mantenere alto il livello di attenzione di tutti gli attori istituzionali e imprenditoriali: responsabilità e soluzioni vanno condivise nell’interesse di tutti i cittadini e di un’intera comunità che ha nell’agricoltura il migliore strumento per lo sviluppo del territorio.

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