Si alza il sipario su Parcocittà, il progetto che punta al rilancio di Parco San Felice

Ha preso il via ufficialmente questa mattina, il progetto finanziato nell'ambito del Piano Azione Coesione "Giovani no profit", che punta alla ristrutturazione e recupero dell'area di Parco San Felice su cui sorge l'Anfiteatro

Ha preso via ufficialmente oggi il progetto “Parcocittà”, l’iniziativa ideata e promossa da una Associazione Temporanea di scopo, costituita nel luglio del 2014 che racchiude alcune tra le più importanti realtà facenti parte del privato sociale cittadino: Energiovane, l’Associazione di volontariato “L’Aquilone”, la Cooperativa sociale a r.l. Monti Dauni Multiservice” – Onlus, la Fondazione “Apulia Felix Onlus”.

Un progetto ambizioso, che punta alla riqualificazione di Parco San Felice e, nello specifico, dell’area su cui sorge l’anfiteatro, da anni preda del più bieco vandalismo. Tra i lavori previsti nel progetto, ci sono la ristrutturazione completa del padiglione (dove un tempo sorgeva la sala prove per le band musicali), l’installazione di due gazebo in legno, la ristrutturazione del campo da bocce, il ripristino delle sedute in legno dell’anfiteatro e vialetto, e un’area attrezzata a percorso fitness. L’area sarà anche circondata da una recinzione, realizzata attraverso il finanziamento di 25mila euro della Fondazione Banca del Monte, che ha voluto offrire il proprio contributo aggiuntivo ai 222300 euro (di cui 225000 di cofinanziamento dell’Ats) ottenuti nell’ambito del piano azione Coesione “Giovani no profit”.

Parcocittà è stato presentato stamani proprio nell’anfiteatro del Parco San Felice. Presenti alla conferenza stampa i rappresentanti delle istituzioni oltre ai membri dell’Ats promotori. Il progetto godrà del finanziamento nell’ambito del piano azione Coesione “Giovani no profit” per 24 mesi, per un totale di 222.300 euro, di cui 22500 di cofinanziamento dell’Ats. Altri 25mila euro sono stati donati dalla Fondazione Banca del Monte per la realizzazione di una recinzione che circonderà tutta l’area su cui sorge l’anfiteatro.

Il progetto punterà in primis a realizzare una serie di attività che coinvolgano adolescenti e giovani adulti. Insomma, riqualificazione e recupero di uno dei tesori che la città può vantare, ma allo stesso tempo creazione di posti di lavoro. Come? Attraverso laboratori (musicali, teatrali, espressivo artistici), organizzazione di eventi e festival all’aperto, orti urbani e l’installazione di un percorso salute.

Idee ambiziose, che però necessitano del costante supporto delle istituzioni, come ha affermato Paolo delli Carri di ‘Energiovane’, “il progetto per il Ministero dura due anni, ma per la città deve durare sempre”. Gli fa eco il sindaco Landella, che spende belle parole per il “già sindaco” Mongelli – il primo insieme all’allora assessore Peppino D’Urso ad accogliere l’idea di riqualificazione del Parco – e annuncia l’impegno del Comune a garantire un rinforzo dell’illuminazione per una spesa di 50mila euro. Ma chiede il sostegno anche delle associazioni (come è stato fatto per la Villa Comunale), perché “il Comune da solo non può bastare per vigilare sulla struttura 24 ore al giorno”. Perché se da un lato sono evidenti le colpe della politica, incapace di salvaguardare i propri tesori, dall’altro è altrettanto palese la responsabilità di quella fetta di foggiani che ha vandalizzato l’area.

 

Collaborazione tra istituzioni e associazioni per preservare la salute di uno dei parchi urbani più grandi d’Italia, un elemento imprescindibile come ha rimarcato l’assessore regionale Piemontese. “Bisogna restare uniti per presentare progetti seri. Sono tante le risorse a disposizione che non sempre vengono sfruttate. L’attuale governo regionale ha intenzione di abbassare il tasso di mortalità dei progetti, e fare in modo che la sopravvivenza di certe iniziative non si riduca al periodo di finanziamento pubblico. Questo è possibile solo attraverso una progettazione seria”.

Parco San Felice, un bene pubblico per il quale i privati si consorziano, come ha evidenziato Giuliano Volpe, presidente dell’Apulia Felix: “Il Parco era uno dei campi sui quali Apulia Felix ha deciso di intervenire. Bisogna imparare a lavorare insieme”. L’ex rettore ha poi risposto a chi ha parlato di privatizzazione del parco: “Impostazione sbagliata. Il contrasto non deve essere tra pubblico e privato, ma tra interesse pubblico e privato. Qui si parla di iniziativa di privati per il bene pubblico”. “La recinzione non sarà armata. Non basterà a tutelare l’integrità di questa struttura, che sarà salvaguardata se questo diventerà uno spazio vissuto, partecipato. Da oggi parte un lavoro di sensibilizzazione dell’intera comunità e di progettazione delle attività da svolgere”, il commento del presidente della Fondazione Banca del Monte Saverio Russo.

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Il recupero del Parco, strumento per far rifiorire il senso civico dei foggiani:“Deve diventare un luogo di incontri, un’agora, teatro di attività da mattina a sera. Se vive il parco, difficilmente ci saranno atti vandalici”, ha dichiarato Rita Amatore dell’Associazione ‘L’Aquilone’. “Una nuova sfida. Un progetto culturale che parte oggi da Parco San Felice”, ha concluso Mario De Angelis della Cooperativa sociale “Monti Dauni Multiservice”.

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