Il Decreto dignità lascia a casa i portalettere foggiani: a rischio famiglie e servizi postali

L'allarme della Cisl Poste Foggia. “Chi paga le conseguenze di questi effetti é in primis il lavoratore che perde una concreta opportunità ma le ripercussioni negative ricadono anche sulla collettività"

Si preannuncia un autunno molto caldo per i lavoratori delle Poste Italiane in provincia di Foggia. Tutti i lavoratori, in maggioranza portalettere, con contratto a tempo determinato, sono stati mandati a casa a scadenza naturale. E’ il risultato dell’entrata in vigore del decreto dignità che non consente più alle Poste di procedere ad ulteriori rinnovi del rapporto di lavoro subordinato con lo stesso lavoratore. A lanciare l’allarme è la Cisl Poste di Foggia. “Chi paga le conseguenze di questi effetti é in primis il lavoratore che perde una concreta opportunità - spiega il Segretario Generale della CISL Poste Antonio Lepore, sindacato maggiormente rappresentativo tra i postali - ma le ripercussioni negative ricadono anche sulla collettività.

Prima dell’entrata in vigore del decreto i lavoratori CTD (Contratto Tempo Determinato) avevano l’opportunità di un lavoro sino a 36 mesi con 5 proroghe, cosa che permetteva un minimo di stabilità lavorativa e nel contempo garantiva una buona qualità della prestazione lavorativa resa a beneficio dei clienti, poiché il dipendente nell’arco di questo periodo acquisiva professionalità e competenza che metteva a disposizione dell’utenza e della cittadinanza. Il tutto in attesa di una possibile ‘stabilità definitiva’, ipotizzata sia dall’azienda che dal sindacato nei mesi scorsi, sino alla sottoscrizione di un accordo finalizzato in tal senso.

Adesso però lo scenario cambia del tutto. L’introduzione delle nuove direttive sul lavoro a tempo determinato, non permetteranno più di poter effettuare rinnovi lunghi e pertanto, qualora Poste Italiane decidesse di assumere nuovi CTD, lo potrà fare solo con contratti a termine, senza causale con una durata massima di 12 mesi, indicando invece le causali per i contratti di durata superiore e che comunque non potranno superare i 24 mesi.

Ciò significa che, nei fatti, vedremo cambiare sempre più frequentemente il portalettere della nostra zona, con tutti i disservizi che questo comporterà per l’apprendimento di un nuovo lavoro e con ‘sacrifici offerti in strada’ destinati a chiudersi dopo pochi mesi. Senza dimenticare che Poste Italiane ha appena siglato un importante accordo commerciale con Amazon, che permetterà il recapito dei pacchi anche nelle ore serali e nei festivi. L’unica strada percorribile resta quello del dialogo – rimarca il Segretario Lepore - Bisogna coinvolgere tutti i soggetti attivi nello specifico per arrivare a correttivi equi che non penalizzino nessuno, perché chi ha la presunzione di voler risolvere tutto da solo corre proprio il rischio di rimanere solo alla fine”.

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