Domenica, 26 Settembre 2021
Economia Rodi Garganico

Dal porto di Rodi la sfida internazionale di Masiero: turismo esperienziale, citizen science e il sogno 'Porti di Puglia'

Il porto di Rodi Garganico scommette sul turismo esperienziale e sui progetti di citizen science per la prossima estate. E parte da qui la sfida di aggregare la realtà portuale turistica oggi frammentata e disorganizzata

Un turismo esperienziale e responsabile, progetti di citizen science e il sogno dei Porti di Puglia: Marino Masiero è un visionario, con l'anima da lupo di mare. È l'amministratore unico della società Meridiana Orientale srl che ha la concessione demaniale del porto di Rodi Garganico, proprietaria anche della Marina del Sole a Chioggia.

Il Covid incide al massimo sulla sua tabella di marcia. Pensa in grande, ma è un pragmatico. Indica la rotta: "Dobbiamo specializzarci, cioè puntare a un servizio di qualità che ci dia accesso al mercato internazionale".

La sua filosofia, condivisa anche da Assonautica Italiana che rappresenta - è presidente della sezione di Venezia - racchiude il segreto del porto turistico che gestisce da quasi tre anni: "Il porto è un'interfaccia tra la terra e il mare non solo economica, ma sociale e culturale che va alimenta attraverso una serie di iniziative, e anche qui sta un po' la formula che ha fatto rinascere il porto di Rodi Garganico".

Pensarlo solo in termini economici sarebbe limitante: è un insieme di attività complementari tra loro. E in un mutuo scambio, "nascono soggetti imprenditoriali più o meno grandi che poi danno un valore al territorio o danno un valore al porto attraverso il territorio".

Nonostante la pandemia, registra il segno più. Certo, se tutto fosse filato liscio, già da metà aprile avrebbero avuto i primi transiti e invece il comparto nautico si è mosso solo dal 15 giugno e ha perso quasi due mesi. "Saremmo andati meglio se non ci fosse stato il Covid", deve ammetterlo, ma ha riempito un porto da zero, e con questi presupposti non si può che crescere.

Nel 2021 pronostica "un aumento di clientela e di indotto complessivo". E qui forse a parlare è l'indole da marinaio, perché come dice lui è il mare che condiziona le attività dell'uomo e non viceversa, e non si può fare altro che adeguarsi.

Per la prossima stagione ha già un ricco carnet di iniziative. L'evento dell'anno è il campionato del mondo di offshore: la Uim Union International Motonautique, federazione sportiva internazionale di motonautica, ha scelto Rodi. "Stiamo aspettando di fare le ultime pratiche", fa sapere Masiero, formalità perché la competizione è già ufficialmente nel calendario.

Con il Parco del Gargano - a cui va il suo ringraziamento -, il Cnr di Lesina e Assonautica territoriale del Gargano, sezione locale dell'associazione, il Porto turistico conduce progetti scientifici partecipativi. "Si chiamano citizen science e ci permettono di dialogare con il turista-viaggiatore-cliente in maniera assolutamente diversa rispetto a quello che si intende per turismo tradizionale. È un turismo di esperienza, responsabilità e prima conoscenza. Per tradurla in termini pratici, abbiamo un nuovo diving in porto, quindi un'altra struttura subacquea che approccerà al turista 'tradizionale' portandolo sott'acqua per le prime volte. Sono previsti incontri, educational con famiglie, a partire dagli otto anni in su, e questo approccio sarà gratuito. Faranno la prima esperienza in mare dal porto e dalla spiaggia con l'attività di snorkeling  o con l'attività di autorespiratore ad aria - le bombole da sub - e pensiamo che sia una novità importante per il porto".

Il battesimo dell'acqua fa già venire voglia di mare. Partirà in primavera, il sabato e la domenica, forse a metà aprile se la stagione lo permetterà, e in questi giorni si lavora all'organizzazione dell'allettante iniziativa. 

Nel cassetto ci sono un altro paio di progetti che potrebbero partire all'inizio dell'estate, sempre sulle tematiche ambientali. Sarà rinnovata la convenzione del progetto 'Turtle Walks', una campagna di monitoraggio sulle spiagge del Gargano Nord per la protezione dei nidi di Caretta Caretta. "È cofinanziato dal Parco e da noi come società - spiega Masiero - e fa parlare del porto in chiave diversa rispetto a quelle che sono normalmente le attività portuali turistiche in giro per l'Italia. Ricordo a riguardo - ne discutevo in un webinar con l'Università di Venezia - che noi a differenza delle altre strutture portuali turistiche siamo aperti al pubblico. Il 90% delle strutture nautiche in Italia sono ambienti chiusi fisicamente, quindi difficilmente accessibili. Noi siamo una darsena a Chioggia e un porto a Rodi aperti al pubblico e questo è un valore sociale e culturale di grande prestigio perché permette di dare la possibilità di accesso al mare e alla conoscenza della nautica a persone che la guardano normalmente da lontano".

La sua grande scommessa, però, è la rete dei Porti di Puglia. "Il progetto è allo stato embrionale. È stata una provocazione forte che a qualcuno è piaciuta a qualcuno meno. Credo che non si possa prescindere da un lavoro di squadra per una regione come la Puglia che vede nei porti turistici sicuramente una grande potenzialità, che però se non viene messa a sistema si perde".

Il composito tessuto imprenditoriale che opera sul demanio marittimo è scollegato, e non accade solo in Puglia. "La realtà portuale turistica italiana, dal punto di vista imprenditoriale è assolutamente disgregata e disconnessa. Il progetto delle Camere di Commercio va nella direzione di un intervento sistemico. Siamo ancora all'inizio".

È un'idea di Assonautica, che il compianto presidente Alfredo Malcarne, scomparso improvvisamente a luglio, aveva particolarmente a cuore, e Masiero prova con tutte le sue forze a trasformarla in realtà. "È un progetto ambizioso che ha grandi potenzialità. Per portarlo avanti, abbiamo bisogno dell'impegno regionale e del dialogo direttamente con la presidenza e la vicepresidenza della Regione. Stiamo valutando una serie di azioni. È necessario che parta una cabina di regia. Noi siamo abituati da buoni italiani a pensare al nostro orticello, i nostri competitor si sono ampiamente affrancati da questa condizione e lavorano facendo sistema. Parlo della Costa Azzurra e della Spagna, della Turchia e della Croazia, dove c'è il sistema di Aci marina con una standardizzazione di prodotto che noi non abbiamo. Oggi noi con la barca un soggetto si sposta di porto in porto e scopre una volta che è entrato quale prodotto ha comprato e questo è assolutamente disincentivante soprattutto per un diportista estero che preferisce andare in sistemi che garantiscono invece la qualità del servizio prima di poterlo acquistare. Abbiamo un problema di disorganizzazione. Facciamo fatica a presentarci con una reception che parli almeno tre lingue e a trovare degli operatori in banchina che parlino inglese. Ci sono delle difficoltà che devono essere superate".

Oggi non esiste una rete portuale turistica Basso-Adriatica o Alto-Adriatica e questo per lui è impensabile. Il sistema deve dimostrare la maturità necessaria per fare squadra. "Se saremo bravi come il Friuli Venezia Gulia troveremo anche delle risorse da mettere in questa macchina da corsa, però prima di tutto ci vuole un coordinamento in termini politici".

Per lui sarebbe già sufficiente riuscire a costruire una rete come le marine Aci in Croazia, per quanto poi vorrebbe fare un passo in avanti. "Il progetto Porti di Puglia prevede l'utilizzo di una card annuale attraverso la quale poter avere accesso a tutti i porti associati senza mettere mano al portafoglio se non alla sottoscrizione del contratto". Un vero e proprio sea pass.

Intanto all'orizzonte c'è una scadenza che non frena però il suo entusiasmo: a fine anno scade la concessione demaniale.

Naturalmente nutre la speranza che venga rinnovata, ma ad oggi la società ha la certezza di rimanere fino al 31 dicembre. Masiero si augura di restare ma non può darlo per scontato. Al mare ci si adegua, alle vicissitudini della pubblica amministrazione pure.

Affronterà con serenità quello che gli riserva il futuro anche perché il lavoro non manca mai considerato che si occupa anche di consulenza portuale e turistica un po' in tutta Italia, ma di certo sul Gargano ormai ci ha messo il cuore, oltre ad aver investito le sue capacità imprenditoriali. E ha creato una comunità di gente di mare. "Noi - promette - faremo bene il nostro lavoro fino all'ultimo giorno".

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