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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia Manfredonia

La Puglia punta sui porti. A Manfredonia una zona franca doganale: "Ottima per investitori internazionali"

Nella Blue Economy la Puglia conta in tutto 72.392 occupati (nel 2019, ultimo dato disponibile). Relativamente alla quota di occupazione assorbita sul totale regionale, la Puglia è sesta in Italia con il 5,2%, preceduta da Liguria, Sicilia, Sardegna, Calabria e Lazio, contro un dato nazionale pari al 3,5%

La Puglia al centro della conferenza ‘Economia del mare in Puglia: cultura, sport e turismo come volano per la rigenerazione delle Città di mare’ che si è svolta a Dubai nell’Anfiteatro del Padiglione Italia, nella prima giornata interamente dedicata alla Puglia dell’Esposizione Universale. All’incontro, moderato dal commissario italiano dell’Expo, Paolo Glisenti, hanno partecipato l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, il direttore generale di Pugliapromozione, Luca Scandale, Vito Caponio, senior officer, sport & sport facilities di Asset, e i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e del Mar Ionio, Sergio Prete.

L’economia del mare è una sfida che la Puglia con i suoi 865 chilometri di costa può cogliere appieno con un approccio creativo per stimolare la crescita economica e la rigenerazione delle città costiere, basata non solo sullo sviluppo dei porti marittimi ma anche su importanti iniziative per eventi sportivi e culturali, in associazione con nuove forme di turismo e sempre con gli occhi puntati sulla sostenibilità.

“Per la Puglia il mare da alcuni anni è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico diventando un asset delle politiche regionali Lanceremo a breve un piano strategico dell’economia blu che sarà intersettoriale e che definirà i compiti e gli obiettivi di ogni singolo settore della Regione Puglia per valorizzare il comparto economico e costruire una strategia di rilancio del sistema produttivo dopo la crisi causata dalla pandemia. La nostra è una regione che conta nell’economia blu oltre 72mila occupati e un valore aggiunto prodotto nelle sue filiere di oltre 3 miliardi di euro. Appare dunque indispensabile costruire una strategia che coinvolga la nautica da diporto, un importante volano di sviluppo economico che si incrocia con l’industria delle imbarcazioni ma anche con la portualità turistica e con la pesca. Questi settori integrati possono fare la differenza rendendo ancora più affascinante la Puglia per gli operatori, per i turisti sempre più numerosi che decidono di visitare la regione, e per chi ha fatto del patrimonio ittico dei suoi mari il proprio lavoro. Il sistema portuale pugliese - con i porti principali di Bari, Manfredonia, Taranto e Brindisi - è una risorsa importante per l’economia regionale e nazionale e un fattore di attrazione di investimenti in diversi settori per la posizione geografica strategica all’interno del bacino del Mediterraneo e al centro delle rotte commerciali internazionali, dall’Europa al Medio ed Estremo Oriente. Occorre puntare allo sviluppo dei porti principali ma anche di quelli della diportistica turistica che va rafforzata nei porti di Gallipoli, Otranto, Leuca, Monopoli e Barletta. Non solo, economia blu significa per noi anche transizione ecologica: costruire e rafforzare dal mare la strategia dell’idrogeno è una sfida che la Puglia non intende mancare. Tutto questo nel pieno rispetto delle risorse naturali. A questo proposito, in un'ottica di sviluppo sostenibile, la Regione è particolarmente attiva nel finanziamento della ricerca e dell'innovazione, promuovendo collaborazioni e partnership tra la ricerca scientifica, il settore marittimo e il settore industriale, finalizzate allo sviluppo di nuove tecnologie, nuovi prodotti, nuovi servizi e nuovi modelli di attività che non compromettono le risorse naturali" le parole dell'assessore Delle Noci.

Transizione ecologica è una parola d’ordine per le autorità di sistema portuale pugliesi e per i loro porti, che in un Mediterraneo che ha superato l’Atlantico per il valore di merci trasportate via cargo da Est e ha visto rinascere il settore crocieristico, hanno un ruolo sempre più è centrale. “I porti subiscono il peso del progresso e devono essere pronti a un costante cambiamento. Grazie alla collaborazione con la Regione Puglia e alle opportunità di semplificazione date dal Governo, stiamo portando avanti ingenti investimenti vicini al miliardo di euro in tutti i porti da noi gestiti per nuove infrastrutture. Progetti realizzati nel segno della cooperazione tra diverse realtà, della sostenibilità e della transizione ecologica. Abbiamo già implementato l’alimentazione elettrica delle navi, e guardiamo con interesse ad altre fonti rinnovabili, non solo idrogeno ma anche altri carburanti carbon neutral tipo ammoniaca e biometano, che si ottengono a chiusura del ciclo dei rifiuti o il metanolo. In questo modo i porti diventano un ecosistema” ha detto Ugo Patroni Griffi, presidente dell’AdSP del Mar Adriatico Meridionale

Mare, sport, porti, crociere vanno di pari passo con il turismo e la promozione turistica di una Puglia che cerca nuovi mercati dopo la crisi della pandemia, ma soprattutto della chiusura del mercato russo. Secondo il IX Rapporto sull’economia del mare 2021 promosso da Informare, ed elaborato dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere, il valore aggiunto nelle filiere dell’economia del mare è pari a 3,206 miliardi di euro nel 2019 (ultimo dato disponibile). La Puglia si colloca al quinto posto tra le regioni italiane per incidenza del valore aggiunto prodotto dal sistema mare sul totale dell’economia (4,6%), preceduta da Liguria (11,9%), Sardegna (5,6%), Sicilia (5,4%) e Friuli Venezia Giulia (5,1%) ed è la seconda nel Mezzogiorno. Il valore aggiunto pugliese supera quello del Mezzogiorno (4,4%), del Centro (3,7%), del Nord-Est (2,3%), del Nord-Ovest (2%) e dell’Italia (3%). Nella Blue Economy la Puglia conta in tutto 72.392 occupati (nel 2019, ultimo dato disponibile). Relativamente alla quota di occupazione assorbita sul totale regionale, la Puglia è sesta in Italia con il 5,2%, preceduta da Liguria, Sicilia, Sardegna, Calabria e Lazio, contro un dato nazionale pari al 3,5%. In questa classifica Bari è la decima provincia in Italia con un valore aggiunto pari a 931,3 milioni di euro e 18.200 occupati nel 2019. Quanto al numero di aziende nel 2020 (ultimo dato disponibile), l’incidenza delle imprese dell’economia del mare sul totale della regione, si attesta in Puglia al 4,2% (in Italia 3,4%). In termini assoluti si tratta di 16.077 imprese, in crescita del 3,2% rispetto al 2019. La Puglia è la quarta regione in Italia per numero di imprese nel 2020, ma, nonostante la crisi pandemica, occupa il terzo posto per aumento delle iscrizioni dopo Basilicata e, a pari merito, Campania e Sicilia.

La delegazione pugliese guidata dall’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, ha visitato a Dubai presso Jebal Ali Free Zone, DP World (Dubai Ports World) il più grande gestore mondiale di porti. “Mettere in relazione le nostre realtà con le eccellenze del mondo imprenditoriale, scientifico e della ricerca degli Emirati Arabi Uniti, è il senso più profondo di questa missione, che intende favorire la creazione di future collaborazioni e aprire la Puglia a nuovi mercati in un momento storicamente molto complesso. L’istituzione di tre Zone Franche Doganali nelle nostre Zes, alle quali faranno seguito delle altre che sono attualmente in fase di approvazione, rappresenta un elemento di novità e di interesse per Dp World. Anche i numerosi investimenti infrastrutturali previsti e in corso di realizzazione nei nostri porti, sempre più moderni, efficienti e connessi, è un elemento da portare all’attenzione nel contesto internazionale. Attraverso questa importante visita e questo primo contatto abbiamo voluto far comprendere a Dp World che la Puglia può rappresentare, per la sua posizione strategica e per la presenza di infrastrutture portuali adeguate e in corso di ammodernamento, una base logistica formidabile nel cuore del Mediterraneo" il commento di Delle Noci.

“La Puglia oltre alle due zone economiche speciali - evidenzia il presidente dell’Autorità Portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi - sta sviluppando un network di zone franche doganali, due già attive a Brindisi e una a Taranto, e altre in programma a Bari e a Manfredonia. Queste zone franche hanno bisogno di interlocutori, di gestori capaci e con questo obiettivo noi oggi abbiamo raccontato la nostra esperienza e le opportunità che queste zone franche offrono agli investitori internazionali. Raccontare tutto questo al più grande gestore di zone franche e porti franchi del mondo è stata una grande occasione per la Puglia intera.”

La Dp World è una multinazionale che opera nel settore del trasporto e della logistica, specializzata in logistica merci, operazioni portuali, servizi marittimi e zone di libero scambio. Nata nel 2005 dalla fusione di Dubai Ports Authority e Dubai Ports International, DP World gestisce 70 milioni di container trasportati ogni anno da circa 70.000 navi. Ciò equivale a circa il 10% del traffico globale di container rappresentato dai loro 82 terminal marittimi e interni presenti in oltre 40 paesi. Il Dubai Science Park è un Centro di ricerca che promuove lo sviluppo nei settori medico, benessere e farmaceutico, con la produzione di prodotti locali di laboratori di medicina, profumeria e F&B. La solida infrastruttura della comunità, che vanta 3600 professionisti e 350 business partners, e la vivacità delle relazioni e partnership a livello internazionale forniscono un ecosistema di supporto a tutte le realtà scientifiche che la compongono. “Il Dubai Science Park – commenta Gianna Elisa Berlingerio – ha già realizzato il progetto di un ecosistema in cui ricerca, sviluppo e innovazione si traducono in trasferimento tecnologico, produzione e mercato. È lo stesso modello che stiamo perseguendo in Puglia attraverso progetti come l'ecosistema "one health" candidato al bando Mur con il coinvolgimento di tutto il sistema universitario pugliese, presente anche oggi nella delegazione regionale. Sui temi della salute dell'uomo, del benessere, della ecosostenibilità e dell'energia - su cui la Puglia vanta eccellenze accademiche e industriali - si potranno avviare condivisioni di obiettivi e collaborazioni concrete come quelle sancite dai protocolli che firmiamo nel pomeriggio di oggi con i soggetti incontrati nella missione di ottobre."

Questa seconda mattinata di missione istituzionale si è conclusa con l’incontro tra l’assessore Delli Noci e la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, presso il Padiglione Italia dell’Expo di Dubai. “Un’occasione importante – ha commentato Delli Noci - per tornare a parlare di Zone Economiche Speciali, proponendo una ulteriore semplificazione delle procedure di perimetrazione delle aree che rappresenti un vantaggio immediato per chi vuole investire. Con la Ministra si è parlato della programmazione del fondo nazionale di sviluppo e coesione che in Puglia potrebbe servire anche a cofinanziare gli investimenti delle grandi imprese. Strumenti diversificati quindi per realizzare nel concreto quella ripresa economica che dopo due anni di emergenza sanitaria e nel pieno di una crisi internazionale con risvolti estremamente impattanti sul costo dell'energia, necessita di regole certe ed efficaci, sostegno allo sviluppo e agli ecosistemi della ricerca e dell'innovazione, una spinta all'internazionalizzazione come quella impressa con le missioni regionali. Se tutto questo si traduce in una collaborazione fattiva fra i diversi livelli di governo, gli obiettivi perseguiti appaiono molto più vicini.”

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