Il dilemma del porto alti fondali di Manfredonia: riattivare i nastri trasportatori o smantellarli

Importanti operatori e anche una multinazionale sarebbero interessati a investire nell'area. Autorità di Sistema Portuale, Asi di Foggia e Regione Puglia attivano un tavolo tecnico per valutare l'opzione migliore per il rilancio

Il porto industriale di Manfredonia

Smantellare i nastri trasportatori del porto industriale di Manfredonia o rifunzionalizzarli, questo è il dilemma. È una valutazione che spetterà all'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, alla Regione Puglia e all'Asi, il Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Foggia, riunite in un tavolo tecnico a partire da questa settimana. Ci sarebbe, tra le altre, una manifestazione di interesse di una importante multinazionale che ritiene che i nastri siano ancora utili.

Il commissario dell'Asi, Agostino De Paolis, conferma che "ci sono una serie di soggetti interessati ad investire nell'area portuale" realizzando attività economiche. Si tratterrebbe di importanti operatori, alcuni già titolari di concessioni mai attivate, altri che ne hanno fatto richiesta. E tutto questo interesse è scaturito proprio dalle iniziative che ha intrapreso l'Asi, anche di concerto con l'Autorità di Sistema Portuale. Per sbloccare le concessioni nell'area Asi, "in primis è necessario decidere sulla sorte dei nastri - spiega il commissario De Paolis - e attivare una concertazione tra Autorità Portuale, Asi e Comune di Monte Sant'Angelo". L'area, in buona parte, ricade, infatti, nel territorio di Monte e non di Manfredonia.

A rendere ancora più appetibile l'area portuale, è il progetto per la realizzazione delle zone franche, le zone economiche speciali Zes, presentato da Autorità Portuale e Asi. "Invogliano gli operatori economici ad investire - afferma De Paolis - Nell'ottica del collegamento con la piattaforma logistica, l'area portuale diventa importantissima dal punto di vista strategico per far crescere gli operatori economici e la Capitanata nel loro complesso. Nel momento in cui ci sono delle imprese di trasformazione, di lavorazione di prodotti agricoli, che hanno la possibilità in tempo reale di trasportare o via ferrovia o via gomma o via nave utilizzando il porto i prodotti in tutto il mondo è ovvio che l'importanza è strategica". Ci sono manifestazioni di interesse recenti che riguardano varie attività.

I nastri trasportatori servono soprattutto per determinati tipi di merci. È arrivato il momento, dopo quasi mezzo secolo, di decidere del loro destino e quindi valutare se sia più utile riattivarli o smantellarli definitivamente, allargando comunque la zona di imbarco dei camion. C'è l'interessamento della Regione Puglia, di Michele Emiliano e del consigliere regionale Raffaele Piemontese, per lo sviluppo dell'area e il rilancio del porto alti fondali, in un'ottica di collaborazione tra le istituzioni e ragionando su una dinamica di sviluppo che dall'area industriale di Foggia arriva al porto di Manfredonia. Se ne parla da anni, ma questa pare sia la volta buona. Sarebbe una rivoluzione per il sistema logistico della provincia e dopo decenni si sbloccherebbe un'opera diventata simbolo dello spreco di denaro pubblico.

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