Vittoria per la Puglia: le spiagge restano 'plastic free', lo ha deciso il Consiglio di Stato. Esulta il Codacons: "L'8 settembre tutti in piazza"

Il Consiglio di Stato, in composizione collegiale, ha accolto l'appello dell’Avvocatura regionale e respinto l'istanza cautelare proposta in primo grado dai produttori del settore, rinviando il merito a febbraio 2020

Le spiagge pugliesi restano plastic free. La quarta sezione del Consiglio di Stato, in composizione collegiale, ha accolto infatti l'appello dell’Avvocatura regionale e respinto l'istanza cautelare proposta in primo grado dai produttori del settore, confermando le valutazioni già espresse dal Presidente della stessa Sezione con il decreto monocratico reso lo scorso 7 agosto. Una prima vittoria per la Puglia, dunque, che aveva previsto fin da marzo di vietare la plastica monouso a favore della cellulosa biodegradabile, e lanciato la campagna «plastic free» (che ha avuto tra i testimonial anche il cantante Albano Carrisi), scatenando le ire dei produttori che ritengono l’atto amministrativo della Regione lesivo dei loro interessi.

“Un risultato eccezionale, una battaglia di civiltà a tutela dell’ambiente della nostra terra e dei nostri figli” commenta oggi Michele Emiliano, “in questo modo tutti noi, amministratori, gestori dei lidi, cittadini, abbiamo la possibilità di tutelare e proteggere le bellezze dei mari pugliesi”. Anche per l’assessore all’Ambiente Gianni Stea la decisione del Consiglio di Stato “conferma la bontà delle nostre politiche ambientali. Avevamo visto giusto, come Regione, quando abbiamo deciso, tra i primi in Italia, che nella regione meta ideale del turismo, l'estate sulle spiagge sarebbe stata plastic free e per un consumo attento e consapevole della materia che tanti danni sta facendo all'ecosistema ambientale e marino”.

Secondo i dati Ispra l'inquinamento sulle spiagge italiane ha raggiunto valori impressionanti: esattamente è stata calcolata una media di circa 770 oggetti ogni 100 metri di spiaggia, dei quali l'80% è rappresentato da plastica. Situazione che non cambia molto sui fondali in prossimità delle coste: si contano, infatti, circa 100 oggetti ogni chilometro quadrato mentre i rifiuti e micro-rifiuti che galleggiano nelle acque nazionali risultano essere ben 28 miliardi.

Di diverso parere le associazioni che hanno promosso ricorso: “Il Consiglio di Stato ha deciso soltanto di rimettere il giudizio finale al TAR della Puglia che si pronuncerà con la sentenza di merito nell’udienza fissata per il 19 febbraio 2020” affermano in una nota congiunta Assobibe, Confida, Italgrob e Mineracqua, “valutando che la complessità della controversia e il carattere di principio che riveste ne richiedono l’esame con la cognizione completa propria della fase di merito”. Per i giudici “l’imminente conclusione della stagione balneare rende evanescente il pericolo di un ulteriore danno grave e irreparabile” in capo agli operatori economici.

Come che sia, festeggia anche il Codacons, intervenuto nel procedimento, che chiede ora che il divieto sia esteso a tutta Italia e che, “constatando, ancora una volta, il silenzio inquietante del Ministero dell’Ambiente”, proclama una giornata plastic free per l’8 settembre, in occasione dell’annunciato sciopero dei consumatori.

“Il Consiglio di Stato ha riconosciuto il fatto che la Regione, con l’ordinanza, ha perseguito l’interesse pubblico” dichiara il Presidente Carlo Rienzi. “Il divieto di utilizzo di prodotti in plastica monouso, con la finalità di tutelare la salute e l’ambiente, è del tutto lecito. Dispiace che il Ministero non se ne sia accorto e non si sia costituito nel procedimento. Ora è tempo di estendere al resto del Paese un’ordinanza sacrosanta, che va nella direzione indicata anche dall’Unione Europea e tutela gli interessi dei residenti e dei turisti” conclude.

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