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Martedì, 24 Maggio 2022
Economia

Strisce blu a 1,50 euro in centro e addio fascia gratuita: mani nelle tasche dei cittadini per far quadrare i conti della sosta

A Foggia aumenti in arrivo per i parcheggi a pagamento in concomitanza con l'esternalizzazione del servizio tramite gara. Le associazioni dei consumatori perdono la pazienza in un incontro a Palazzo di Città

Da 1 euro all’ora a 1,50 euro nelle aree centrali con sosta a pagamento senza custodia, non meglio precisate, e addio alla fascia gratuita dalle 13.30 alle 16: il parcheggio nelle strisce blu, a Foggia, si pagherà dalle 8.30 alle 20. Resterebbe invariata la tariffa nelle zone periferiche. L’ipotesi prospettata dalla commissione straordinaria per far quadrare i conti della sosta tariffata prevede una serie di sostanziosi aumenti: il permesso agevolato per i residenti passa da 25 a 50 euro l’anno per la prima auto, e arriva a 200 euro da 120 annui per la seconda auto. L’abbonamento annuale della sosta su strada costerà 100 euro in più, da 350 euro a 450. L’importo minimo da versare nel parcometro sale a 70 centesimi.

Il nuovo Piano della Sosta, presentato come un “adeguamento”, è stato illustrato per le vie brevi, è il caso di dirlo, alle associazioni dei consumatori e l’incontro è finito malissimo: visto l’andazzo, hanno girato i tacchi e hanno abbandonato la riunione. Erano presenti il commissario Sebastiano Giangrande, il dirigente dei Servizi Finanziari Carlo Dicesare e il comandante della Polizia Municipale Romeo Delle Noci, dirigente del Servizio Mobilità e Traffico. Non ha partecipato il nuovo amministratore unico di Ataf Vincenzo Laudiero.

La delegazione dei difensori dei diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali era composta da Bruno Maizzi del Movimento Consumatori, Walter Mancini dell’Adcua (Associazione Difesa Consumatori Utenti e Ambiente), Enzo Pizzolo dell’Adoc, Giovanni D’Elia di Adiconsum e Mauro Marzocco del Cisom.

Il presupposto di partenza del Comune, inquadrato come una “emergenza”, è l’antieconomicità della gestione da parte di Ataf del servizio, aspetto ampiamente evidenziato in una relazione approvata il 28 ottobre scorso dalla commissione straordinaria con una delibera che avviava le procedure per l’esternalizzazione tramite gara. Contestualmente, era stata autorizzata la proroga fino al 28 febbraio alla società Apcoa Parking Italia spa che opera dal 2015 in virtù di un contratto con l’azienda del trasporto pubblico locale.  

Per quanto quello che è stato definito come un “affidamento ponte” della durata non inferiore ai tre anni contempli, stando agli indirizzi, la clausola sociale, il Comune avrebbe riferito alle associazioni dei consumatori che senza un adeguamento delle tariffe rischierebbero di saltare i lavoratori attualmente impiegati.

Secondo i calcoli della tecnostruttura, che su carta i convocati non hanno potuto visionare, comunicati a voce, un aumento delle entrate intorno ai 4 milioni di euro consentirebbe di tutelare i livelli occupazioni e di reinvestire somme per il rifacimento delle strade e della segnaletiche. Sempre stando alla delibera di ottobre, però, “sono di spettanza e competenza del soggetto affidatario tutti i ricavi tariffari (ticket e abbonamenti) nonché tutti i costi della gestione nel complesso”, così come “è a cura e spese dell’affidatario la manutenzione ordinaria e straordinaria dei parcheggi”, mente al Comune spetta un canone per la gestione della sosta definito in sede di gara, sia in forma di canone fisso che in misura percentuale sul livello dei ricavi.

Nell’incontro di giovedì 3 febbraio, convocato alle 14.30, alle associazioni è stata mostrata solo una mappa, “sfocata e a distanza”, riferiscono, divisa in zone gialle e zone rosse. Non è escluso che la commissione possa scegliere di ampliare la fascia oraria fino alle 24 in centro, considerato che avrebbe parlato dell’area della movida. Il centro potrebbe non coincidere con la “zona a particolare rilevanza urbanistica”, formula e perimetrazione che ha consentito di derogare all'obbligo di un adeguato corrispettivo di parcheggi gratuiti. Si sarebbe parlato anche di incentivare il trasporto green. Sono esentati dal pagamento della sosta i veicoli muniti di contrassegno disabili, qualora risultino occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati, e quelli elettrici, recependo così la normativa.

Il piano già bello e pronto non è piaciuto al mondo del consumerismo che, innanzitutto, ha contestato il metodo: non era un tavolo di concertazione, ma solo un’informativa. Bruno Maizzi del Movimento Consumatori ha richiamato l’articolo 2 comma 461 della Legge 244 del 24 dicembre 2007 (la Legge Finanziaria 2008) che prevede il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori prima di assumere decisioni in merito ai servizi pubblici. Per lui i foggiani sono “caduti dalla padella alla brace”.

La delegazione ha fatto notare come mancasse una proposta progettuale da allegare alla convocazione. Nessuna bozza su cui ragionare. Dopo una serie di interventi tutti dello stesso tenore, prima ancora che fossero i relatori a liquidarli, contrari agli aumenti, i rappresentanti delle associazioni dei consumatori hanno fatto mettere a verbale che avrebbero abbandonato la riunione constata l'assenza di margini di interlocuzione. Alle 15,25 erano già fuori, dopo un’ora scarsa.

“Siamo davvero delusi – afferma Enzo Pizzolo, presidente dell’Adoc di Foggia - sia per la mancanza di un metodo di concertazione sia nello specifico della proposta, che a nostro giudizio se da un lato chiede sacrifici anche notevoli ai cittadini, dall’altro non offre le garanzie sufficienti per tutelare i livelli occupazionali e le unità che oggi si occupano del servizio di sosta”. In una nota congiunta con Giovanni D’Elia, presidente dell’Adiconsum, parla di “un sostanziale raddoppio di quasi tutte le tariffe”, insostenibile per una comunità alla prese con la crisi alimentata dal Covid, la disoccupazione e la criminalità. Se già le relazioni sindacali erano complicate quando c’erano la politica, oggi si assiste ad un ulteriore cortocircuito: richieste di incontro inevase e corrispondenza a senso unico, senza risposta da Palazzo di Città. Proprio l’Adoc aspetta ancora un feedback dal Comune dopo la petizione trasmessa l’estate scorsa per l’istituzione della zona 30 e l’installazioni di ulteriori dispositivi di sicurezza in via Sant’Alfonso De’ Liguori.  

Rispediscono al mittente questo ulteriore “sacrificio” richiesto ai foggiani. Non avrebbero ricevuto ulteriori elementi sul bando per l’affidamento del servizio che dovrebbe arrivare entro febbraio. Si può solo presumere che ci sarà un’ulteriore proroga nelle more della definizione del nuovo contraente.

“Due mesi fa avevamo avuto un incontro con il dott. Giangrande per quanto riguarda gli operatori della sosta tariffata – spiega Walter Mancini di Adcua – Già allora chiedemmo una bozza su cui confrontarci”. E se ne tornarono a mani vuote. Il Comune avrebbe avviato un’indagine conoscitiva sulle tariffe applicate in altre città con la stessa popolazione. “Ma hanno un reddito pro capite diverso dal nostro”, controbatte Mancini. Hanno rigettato tutte le proposte. “Noi non accettiamo aumenti”. Mancini avrebbe detto chiaro e tondo che i commissari stanno operando delle “scelte politiche”, portando anche l’esempio della chiusura delle scuole materne comunali. Le associazioni pretendono, semmai, il rifacimento di strade e marciapiedi prima di parlare di adeguamento di tariffe. “Noi non vogliamo sostituirci a loro, sia ben chiaro – conclude Mancini – Nel rispetto reciproco dei ruoli, chiediamo ascolto e concertazione”.


 

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