Fare l'agricoltore non conviene più: la strada in salita nella Capitanata 'Terra del Grano'

Ai microfoni di FoggiaToday Giuseppe Solimando di LiberiAgricoltori e Saverio De Bonis di Grano Salus

"Fare l'agricoltore non conviene più". I motivi sono stati spiegati questa mattina presso l’Hotel Cicolella di Foggia nel corso di una conferenza stampa tenuta dalla Confederazione LiberiAgricoltori e dall'associazione Granosalus, durante la quale è stato fatto il punto sulla grave crisi che investe il comparto del grano duro e vitivinicolo.

Il mondo agricolo attraversa una fase di crisi drammatica che ha riflessi importanti sul consumo di cibo, la salute dei consumatori e il bilancio sanitario dello Stato.

Crollano i prezzi dei cereali e gli aiuti al reddito, la trasparenza di mercato è spesso negata (la Cun e il Registro Telematico sono stati sospesi), la nuova Pac assottiglia almeno di un terzo le risorse per gli agricoltori, in modo più incisivo per quelli delle aree interne, delle regioni del Sud e delle isole, alcuni Psr disincentivano le produzioni ecologiche, gli ecoschemi sono ancora un’incognita.

Inoltre, la Commissione europea, per ripristinare la biodiversità, chiede che almeno il 10% della superficie agricola non sia coltivata.

Anche nel settore vitivinicolo emerge un quadro preoccupante come la gravità di patologie che colpiscono i vigneti. "Con questa situazione, il dramma sarebbe l’abbandono delle campagne favorendo l’importazione di derrate straniere o di cibi sintetici. Così la questione agricola si intreccia sempre più con la salute dei nostri consumatori. Chi come noi ha a cuore le sorti del pianeta, deve poter mettere le future generazioni in grado di guardare avanti con fiducia al ruolo della Politica per continuare ad avere speranza e orientarla secondo le esigenze di un “progetto umano”, che significa liberare la vista dal caos e da interessi particolari" spiegano LiberiAgricoltori e GranoSalus: "Vogliamo aprire scenari futuri, rimettere al centro la funzione naturale del cibo prodotto dalla terra e dagli agricoltori, la democrazia economica, la difesa del territorio e, soprattutto, la salute dei consumatori sempre più minacciata da importazioni incontrollate".

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