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Il pasticcio dei pazienti deceduti o trasferiti, la Asl batte cassa ai medici foggiani ma non aveva aggiornato i database: chiesti fino a 20mila euro

La ASL preleva dagli stipendi dei medici di base le somme di denaro che sono state corrisposte erroneamente per assistiti deceduti da anni e per i quali l'azienda sanitaria ha, probabilmente, pagato le quote capitarie, non avendo aggiornato gli archivi per anni.

Per molti anni L'Asl di Foggia non avrebbe aggiornato i database dei medici di base, ignorando gli assistiti nel frattempo sono deceduti o trasferiti in altre regioni. Dunque, in questo modo, è proseguito il pagamento delle quote capitarie, appunto, ai medici curanti, circa 38 euro all'anno per ogni paziente (cifra riferita al 2021). 

Quando un assistito decede o cambia comune di residenza, L'Asl, secondo un accordo collettivo nazionale, dovrebbe aggiornare i database in modo da poter avere contezza di quanti pazienti ha effettivamente in cura un medico.

Per quanto riguarda i decessi le Asl hanno a disposizione un anno per poter aggiornare le liste, tre mesi per chi si trasferisce. Questa operazione evidentemente non è stata fatta per diversi anni e ora l'Asl di Foggia sta ricalcolando le quote capitarie versate erroneamente ai medici di famiglia, esigendo le somme dovute o decurtandole direttamente dai cedolini di pagamento, talvolta senza avvisarli, come evidenzia il dr Marcello Menga a Foggiatoday. "Ci sentiamo vittime, abbiamo sempre rettificato le nostre posizioni in caso di decesso o trasferimento, avere una richiesta esorbitante di quote di pazienti del 2007, in tutti questi anni come ha funzionato la cosa?"

Alcuni suoi colleghi si sono visti presentare un conto di 15/20 mila euro. Se da un lato è giusto restituire quanto percepito per errore, dall'altro i medici esigono quantomeno che venga loro specificato come questi conteggi siano stati fatti, tenendo conto che su quelle somme che andranno restituite, sono state pagate le tasse.

La domanda di Menga e degli avvocati dello studio legale Antonetti-Frazzano sorge spontanea: se per aggiornare i database l'Asl ha a disposizione un anno per i deceduti e 3 mesi per i trasferiti, perché ci si ricorda soltanto oggi di effettuare questa operazione, chiedendo addirittura vengono chieste restituzione di quote capitarie percepite nell'anno 2007?

Nel 2014 la Regione Puglia aveva inviato ai direttori generali delle Asl di Puglia un sollecito per l'aggiornamento dell'anagrafe dei pazienti. Oggi diversi medici di base si sono rivolti allo studio legale Antonetti-Frazzano per poter almeno mediare sui pagamenti e pretendere che venga loro fornito un report dettagliato dei cittadini che, negli anni, non facevano più parte delle loro liste o nel frattempo erano deceduti. "Ci siamo limitate ad inviare delle pec affinché in qualche modo ci dessero conto delle somme richieste, delle modalità e delle procedure attivate e a come questi importi si è arrivati" spiegano i legali.

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