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Sabato, 27 Novembre 2021
Economia Volturara Appula

La sfida di Pasquale, l'imprenditore 23enne del primo albergo di Volturino che ha puntato sul turismo e sui Monti Dauni: "Arrivano molti stranieri"

Ed è questa la mission di Pasquale Velardi, 23enne originario di Volturino, che insieme alla sua famiglia ha da poco inaugurato il Relais San Marco, una nuova struttura ricettiva nata all'interno di un palazzo storico - risalente al XIX secolo - nel centro del comune dei Monti Dauni

La chiamano ospitalità diffusa, un nuovo modello di accoglienza dei turisti che si offre attraverso una rete di impresa che abbina servizi diversi a quelli del semplice alloggio in una struttura ricettiva. Un modello pensato soprattutto per animare i piccoli centri molto spesso svantaggiati, e riavvicinarli alla platea di turisti a cui piace viaggiare e scoprire le peculiarità del luogo. 

Si spiega in tal senso la nuova strategia in essere in diversi comuni della provincia di Foggia, nei quali antiche strutture (come i palazzi storici) vengono riconvertite strategicamente, alimentando non soltanto un "turismo di ritorno", ma anche l'avvicinamento di visitatori provenienti dal resto del Paese e da altre nazioni. 

Ed è questa la mission di Pasquale Velardi, 23enne originario di Volturino, che insieme alla sua famiglia ha da poco inaugurato il Relais San Marco, una nuova struttura ricettiva nata all'interno di un palazzo storico - risalente al XIX secolo - nel centro del comune dei Monti Dauni. 

Grazie ai fondi ottenuti con il Bando sulla piccola ricettività del Gal Meridaunia, Pasquale, Studente di Economia Aziendale, ha investito sul palazzo (negli anni scorsi utilizzato come location per film e come castello di Babbo Natale nel periodo natalizio) per offrire una nuova risorsa al suo comune di origine fino ad allora sprovvisto di alberghi e b&b. "Il progetto ha l'obiettivo di incentivare il turismo, aumentare il flusso di visitatori", spiega Velardi a FoggiaToday. 

Volturino, uno dei più suggestivi borghi dei Monti Dauni con i celebri vicoli a scalinata (le rue), panorami mozzafiato e prodotti tipici di alta qualità, come tante altre realtà della Capitanata, è colpito dalla piaga dello spopolamento. Una realtà in cui tante case di proprietà sono state abbandonate: "Molte persone originarie di qui sono tornate non appena abbiamo inaugurato la struttura". Ma c'è dell'altro. Perché il Relais ha attirato in poco tempo la curiosità di cittadini provenienti da altri paesi. Nei mesi estivi sono giunti visitatori olandesi, belgi, inglesi, persino dall'Australia. Turisti con esigenze diverse da chi magari preferisce sole e mare, e che nel Relais hanno trovato le risposte che cercavano, a giudicare dalle esaltanti recensioni ricevute: "Abbiamo ricevuto tanti stranieri nei mesi scorsi, questa estate abbiamo lavorato un bel po'", aggiunge Velardi. 

Tra le peculiarità della struttura, composta da 14 camere, un'ampia terrazza panoramica e una sala per le colazioni, c'è anche la possibilità di degustare i prodotti tipici realizzati dalle aziende di Volturino e dei comuni limitrofi: "Per il futuro mi piacerebbe sfruttare ancora di più la terrazza per organizzare diversi eventi già in cantiere", preannuncia il giovanissimo imprenditore, che aggiunge: "Cercheremo di organizzarci con la Pro Loco e altri enti per allargare l'offerta. Tanti turisti ci chiedono di fare percorsi di trekking e visite guidate alla torre di Montecorvino, meta piuttosto ricercata. Purtroppo, però, la strada per raggiungerla non è proprio agevole. Da questo punto di vista andrebbero migliorate un po' di cose". 

Miglioramenti richiesti soprattutto sulla viabilità per quel che concerne le strade che collegano i vari comuni dei Monti Dauni: "Molti ospiti che pernottano qui vogliono anche visitare gli altri comuni, fino alla provincia di Bari, e cerco di indirizzarli al meglio. Occorrerebbero maggiori investimenti, che incoraggerebbero ulteriormente i visitatori a raggiungere le nostre strutture", aggiunge Pasquale. 

Studente di Economia Aziendale, ma con le idee piuttosto chiare, Pasquale è uno di quei ragazzi esponenti della Capitanata attiva, che si oppone fermamente alla fuga come unica via di salvezza: "Ne parlo quotidianamente con i miei amici, molti dei quali sono convinti di dover andare via per affermarsi. Bisogna credere nel proprio territorio, le risorse non mancano. Magari occorrerebbe discostarsi dalla ricerca ossessiva del posto fisso e provare a investire su se stessi e sulle proprie competenze". 

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