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Gisella Naturale

Gisella Naturale

Sui Monti Dauni altre 19 pale eoliche, Naturale (M5S): "Meglio sostituire i vecchi impianti"

La senatrice M5S ha presentato un'interrogazione ai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico. Propone, in alternativa a nuovi impianti, il revamping o il repowering, perché le torri del vento hanno già dato vita a una "infinita cicatrice" in provincia di Foggia

Meglio l'ammodernamento o la sostituzione dei vecchi impianti che l'ennesimo parco eolico sui Monti Dauni. Lo teorizza la senatrice Cinquestelle di Torremaggiore Gisella Naturale in un'interrogazione presentata ai ministri dell'Ambiente (Roberto Cingolani) e dello Sviluppo economico (Giancarlo Giorgetti).

"È stato presentato un nuovo progetto di mastodontiche dimensioni denominato Ewr1-San Martino-Serre", fa sapere la parlamentare M5S. È ancora in fase di valutazione. La scadenza per presentare osservazioni è fissata al 28 febbraio. È prevista l'installazione di 19 aerogeneratori per una potenza complessiva di 115 megawatt, 17 nel comune di Rocchetta Sant'Antonio e 2 a Candela. I cavidotti potranno interessare i territori di Sant’Agata di Puglia, Ascoli Satriano e Deliceto.

Con dovizia di particolari tecnici, la senatrice prospetta un'altra soluzione: il cosiddetto revamping o il repowering. "Nell’interpellanza, ai Ministri chiedo se siano a conoscenza della situazione e se ritengano utile procedere con la costruzione dell’ennesimo parco eolico in un territorio come quello dei Monti Dauni, che ha già subìto una mutazione paesaggistica a causa di questi impianti, considerando che ai comuni spesso non viene neppure riconosciuta un'equa compensazione, né in termini economici, né tantomeno ambientali, o se invece ritengano più opportuno procedere con il revampig o la sostituzione dei vecchi impianti - spiega Gisella Naturale - Proprio nel territorio di Rocchetta Sant’Antonio è presente un parco eolico di Edison, costruito nel 1999 dalla Riva Calzoni, tra le prime aziende italiane a occuparsi di rinnovabili e di eolico. L’impianto entrato in funzione nel 2000 è composto da 15 aerogeneratori monopala da 0,35 megawatt ciascuno, per una potenza totale installata di 5,25 Mw. Questo vuol dire che l’intero parco produce meno di una pala del nuovo progetto. Anche le sottostazioni e il cavidotto possono essere rigenerati. Andando a sostituire i 15 aerogeneratori con 3 pale di nuova generazione, si potrebbe produrre la quantità di energia di 50 torri eoliche di vecchia generazione. Un rapporto considerevole, quello di 3 a 50, capace di soddisfare il fabbisogno di energia da fonti rinnovabili".

Attualmente, il parco eolico Edison risulta inattivo, pur essendo presenti ancora le 15 pale. "Il caso di Rocchetta - aggiunge la senatrice - rispecchia un po’ tutti i centri dei Monti Dauni, dove i vecchi parchi eolici potrebbero far spazio a un numero minore di pale, con una produttività di gran lunga superiore".

La sua teoria muove da una amara costatazione: "Viste dall’alto, queste altissime torri, danno vita a una infinita cicatrice". La Puglia, osserva, "è stata una delle prime regioni del Paese coinvolte dal rapido sviluppo degli impianti eolici. La provincia di Foggia è quella dove si è registrato il maggior apporto in termini di produzione di energia eolica rispetto al contesto regionale: ben l’81,92% del totale regionale e 22% del totale nazionale. Gli incentivi a pioggia elargiti soprattutto negli anni dal 1990 al 2015, la mancanza di controlli sulle domande, le condizioni economiche critiche del territorio hanno prodotto un effetto devastante sul territorio".

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