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Immagine di repertorio

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Ataf, in pagamento il Premio di Risultato ma non c’è conciliazione: lavoratori verso lo sciopero

Dopo l'incontro tra Fast e Ataf, il sindacato soddisfatto per il pagamento in tre tranche del Pdr 2015 ma ritiene inaccettabile la disdetta unilaterale degli accordi aziendali. "Appello al sindaco, poi si va verso lo sciopero"

Incontro Fast – Ataf in Prefettura: non c’è possibilità di conciliazione. Non resta che appellarsi al sindaco di Foggia, Franco Landella, e poi navigare a vele spiegate verso lo sciopero. L’incontro si è avuto lo scorso giovedì, davanti al prefetto Maria Tirone, le segreterie Fast Confsal Mobilità regionale e provinciale, la dirigenza di Ataf e l’assessore comunale con delega in materia di Servizio Integrato, Claudio Amorese.

Non si è giunti a una conciliazione ma la Fast è soddisfatta almeno della risposta da parte dell’azienda per quanto riguarda il pagamento del Premio di Risultato 2015, che sarà corrisposto in tre tranche con le spettanze di agosto, settembre e ottobre 2016. “Siamo soddisfatti almeno della corresponsione del Pdr 2015, se pur in ritardo. Tuttavia, l’atteggiamento del presidente Ferrantino e del direttore generale Dicecca ci deludono sempre di più, dal momento che proseguono a non dare risposte chiare e ufficiali su un fantomatico piano industriale, sulle condizioni e gli orari di lavoro, sugli introiti della sosta tariffata affidata ad Apcoa e sulla riorganizzazione del personale”.

LAVORATORI SUL PIEDE DI GUERRA, MA ATAF NON ARRETRA DI UN PASSO

“Non capiamo perché tutti questi segreti. Ciò che vogliamo è una seria e proficua collaborazione tra azienda e parti sociali, per il bene dell’Ataf, data la situazione in cui versa”, spiega il segretario regionale FAST Mobilità Vincenzo Cataneo. “Non possiamo tollerare che si continuino a chiedere sacrifici ai lavoratori, oltretutto fornendo un servizio di scarsa qualità che penalizza tutta la cittadinanza – gli fa eco il segretario provinciale Domenico Santodirocco – se l’azienda non ci informa, come sarebbe obbligata a fare, riguardo al Piano Industriale e se non dialoga con i lavoratori almeno su aspetti cruciali come gli accordi di secondo livello, la cui disdetta porterà inevitabilmente peggioramenti retributivi per i dipendenti”.

Oltretutto, il Codice Civile, a tutela del rapporto di lavoro subordinato, contiene il principio della irriducibilità della retribuzione, ripetutamente affermato dalla Corte di Cassazione, secondo cui il lavoratore ha diritto a percepire la retribuzione che ha pattuito con il datore di lavoro, anche in caso di accordi successivi differenti. La possibilità di recedere unilateralmente da un contratto collettivo, anche aziendale, rappresenta un argomento di acceso dibattito ma la Giurisprudenza continua a non ritenere legittima la possibilità di recedere in caso di diritti già definitivamente acquisiti nel patrimonio dei lavoratori: diritti che neanche la disdetta unilaterale del datore di lavoro può invalidare, secondo la tutela offerta al lavoratore dall’art. 36 della Costituzione.

A tal proposito, la contrattazione di secondo livello si rivela sempre più centrale, con i diritti fondamentali demandati alla contrattazione nazionale e la definizione puntuale del rapporto di lavoro affidata interamente alla contrattazione decentrata ed aziendale, che oggi Ataf annulla in toto, rifuggendo ogni contraddittorio. “Come Fast vogliamo ribadire – conclude Santodirocco – che anche la dirigenza potrebbe optare per dei sacrifici economici, senza chiederne sempre e soltanto a dipendenti e utenti. Se la situazione dell’ATAF è questa, siamo chiamati tutti a qualche penalizzazione, non solo i lavoratori e i cittadini e per questo rivolgiamo nuovamente il nostro appello al Comune e al Sindaco Landella, per risolvere la problematica economica in cui versa la sua municipalizzata”.

La Fast propone allora di coinvolgere dei professionisti per una consulenza volta a dare vita a un piano industriale serio e condivisibile, utile al rilancio di tutte le attività dell’Ataf, per garantire alla cittadinanza finalmente un servizio necessario efficiente e salvaguardare i livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori. Diversamente, in seguito della disdetta unilaterale degli accordi aziendali, proclamerà a breve una prima azione di sciopero.

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