Casa di riposo ‘Rizzi’, operatori da mesi senza stipendio: “È una situazione surreale”

I sindacati Fisascat Cisl e Confial intervengono sulla situazione insostenibile degli operatori, sia in appalto che dipendenti diretti, della casa di Riposo di Manfredonia senza stipendio rispettivamente da 6 e 2 mesi

Leonardo Piacquaddio

Un grido di allarme decisamente forte e pesante lanciato dal Sindacato confederale Fisascat CISL e da quello autonomo Confial per la gravissima situazione che si sta continuando a perpetrare ai danni delle operatrici e degli operatori socio assistenziali e dei servizi generici, sia in appalto che per i dipendenti diretti della struttura ASP SMAR Casa di Riposo Anna Rizzi di Manfredonia, che da diversi mesi non percepiscono lo stipendio.

Come spiegano il segretario generale della Fisascat Cisl Leonardo Piacquaddio e il segretario della Confial Matteo Ciociola i 15 dipendenti della cooperativa Carmine consorziata della Re Manfredi devono percepire 6 mensilità arretrate mentre quelli dipendenti della Casa d Riposo A. Rizzi hanno un arretrato pari a 2 mensilità, “una situazione che crea tensioni tra la squadra dei lavoratori che nonostante le difficoltà economiche in cui versano, stanno continuando ad apportare il proprio contributo per l’aiuto degli anziani ospiti bisognosi presenti all’interno della Casa di Riposo”.

A nulla dunque è valso l’ultimo tentativo di mediazione adoperato dalle Organizzazioni sindacali nell’incontro del 7 marzo scorso, dopo aver convocato sia i legali rappresentanti della parte datoriale della cooperativa consorziata con Re Manfredi e la Committente ASP SMAR con la presenza del Commissario dott.ssa Angela Egidio, quale responsabile pro-tempore, per ricercare una soluzione che alleviasse le sofferenze dei lavoratori rappresentati.

“L’approfondito confronto tra la Casa di Riposo, il Consorzio Re Manfredi e le Organizzazioni Sindacali – spiegano Piacquaddio e Ciociola – ha fatto emergere le difficoltà in cui trovasi la cooperativa Carmine a causa dell’eccesivo ritardo per l’incasso delle fatture da parte della Casa di Riposo A. Rizzi e che i ritardi mensili ai lavoratori sono dovute esclusivamente a queste problematiche in quanto l’esposizione bancaria che la stessa cooperativa sta sostenendo è dovuta alle anticipazioni stipendiali ai propri dipendenti.”

Continuano i due rappresentanti delle organizzazioni sindacali: “Abbiamo comunque ben apprezzato la proposta avanzata dal Consorzio Re Manfredi per aver manifestato la volontà di inserire nell’appalto una ulteriore cooperativa ad essa consorziata subentrando al posto della coop Carmine e che in base alle proprie capacità economiche-finanziarie sarebbe riuscita a garantire in maniera puntuale al pagamento delle retribuzioni, purché la Casa di Riposo A. Rizzi si impegnasse a saldare le fatture mensili alla cooperativa subentrante non oltre i 5 mesi di ritardo.

“La trattativa aveva poi determinato l’ulteriore risultato positivo – continuano i sindacalisti - sull’impegno che mensilmente gli arretrati delle retribuzioni non corrisposte dalla cooperativa Carmine, sarebbero state recuperati dagli operatori rateizzando gli importi, sommato agli stipendi maturanti e regolarmente percepiti da tutti i dipendenti”.

Ma le estenuanti trattative promosse dalla Fisascat CISL e dalla Confial per aver raggiunto i risultati sui percorsi tracciati e ritenendo percorribile siglare un accordo in tal senso da tutte le parti, sono svaniti per aver ricevuto un ulteriore stop da parte della responsabile della Casa di Riposo di Manfredonia per le mancate rassicurazioni da parte dell’Ente Comune di Manfredonia, circa la convenzione sottoscritta oltreché i problemi per precedenti pignoramenti attivati dagli stessi lavoratori per il recupero di precedenti somme non percepiti con antecedente gestione da parte di altro soggetto datoriale non appartenente al Consorzio Re Manfredi.

“Una situazione surreale – continuano i sindacalisti L. Piacquaddio e M. Ciociola – per la totale chiusura da parte della Casa di Riposo a non voler prendere impegni di nessuna natura se non con la rinuncia da parte delle operatrici e degli operatori delle azioni legali in corso per i pignoramenti nei confronti della stessa Casa di Riposo e del Comune di Manfredonia per le necessarie azioni di rivalsa, che ricordano essere diritti individuali non eliminabili con nessun tipo di mediazione sindacale”.

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“L’opportunità proposta dal Consorzio Re Manfredi e contrattata con il Sindacato è stata un’ottima occasione che la Casa di Riposo A. Rizzi di Manfredonia non ha voluto cogliere e per tale motivazioni le sigle sindacali, saranno costrette, dietro mandato dei propri rappresentati, a dichiarare le forme di proteste ad evidenza pubblica consentite per legge, al fine di far riottenere la dignità umana a tutte le donne e gli uomini che quotidianamente lavorano all’interno della storica struttura di riposo per gli anziani ai quali dedicano buona parte della propria giornata con amorevole dedizione, scusandosi innanzi tempo con l’utenza per gli inevitabili e potenziali disagi che potrebbero verificarsi”.

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