Oasi Lago Salso, Rizzi difende il Cda: “Abbiamo preso una società vicina al fallimento, ora ha un futuro”

La replica del componente del Cda alle dichiarazioni del presidente del Parco del Gargano: “Il Cda di cui ho fatto parte ce l’ha messa tutta e lascia una buona eredità”

Rispetto ad alcuni commenti pubblicati di recente sulla stampa sulla gestione “recente e passata” dell’Oasi Lago Salso, sento il bisogno di dare il mio contributo di verità con qualche numero.

“La biodiversità è il vero motivo per cui esiste l’oasi e per cui per decenni io e molti altri naturalisti, a partire da Fulco Pratesi nei lontani anni ‘60, ci siamo battuti”. Commenta così Vincenzo Rizzi, componente del CdA dell’Oasi Lago Salso, in risposta alle dichiarazioni del presidente del Parco del Gargano Pasquale Pazienza, il quale non ha risparmiato critiche nei confronti della gestione attuale e passata dell’Oasi.  

“I dati dell’Ispra degli ultimi due anni confermano l’importanza e la ricchezza avifaunistica di questo incredibile sito, con numeri veramente notevoli. Basti pensare solo alle 1500 Gru che scelgono i terreni dell’Oasi come dormitorio, o ai milioni di storni che svernano.

Il Lago Salso è l’unico sito pugliese che negli ultimi dieci anni ha costantemente incrementato il numero di specie ornitiche, alcune delle quali non avevano mai nidificato o frequentato l’oasi a memoria d’uomo, come la cicogna bianca, l’airone guardabuoi, il marangone minore, il cormorano, il fistione turco, l’oca selvatica, il fenicottero, il grillaio. Mentre altre, che da molti decenni non nidificavano più nell’Oasi, sono ritornate nella zona agricola e in palude, come il tarabuso, il falco di palude, il cavaliere d’Italia, la pettegola, la calandra, l’occhione, il colombaccio, il lodolaio. Altre ancora hanno incrementato il numero di esemplari come la moretta tabaccata. Inoltre proprio nell'ultimo anno si è stabilizzata la presenza della lontra, migliore indicatore possibile sullo stato di salute ambientale di un’area umida. E tutto questo è stato possibile grazie alle imponenti opere di riqualificazione ambientale realizzate negli anni senza un euro di contributo da parte del socio pubblico”.

Rizzi snocciola qualche numero: “da gennaio 2018 ad oggi, dopo la destituzione del precedente consiglio d’amministrazione da parte dell’Ente parco, 740.000 euro di debiti pregressi pagati, 724.000 euro di crediti recuperati, 7 transazioni stragiudiziali chiuse con 242.000 euro di risparmio rispetto alle iniziali richieste, 200.000 euro di fondi liberati da procedure esecutive (pignoramenti), 2,7 milioni di euro di progetti pregressi rendicontati, tre bilanci presentati e approvati e tanto altro che riporto nella tabella allegata.

Contemporaneamente al risanamento delle situazioni pregresse, questo CdA si è impegnato anche sul rilancio dell’Oasi: elaborazione di un programma pluriennale con 23 schede di azioni, consegnato dalla Società all’Ente Parco a marzo 2019, tra cui due azioni ritenute prioritarie – l’organizzazione del nuovo ingresso visitatori e la realizzazione della zona umida didattica – più il tema delicato legato alla gestione della risorsa idrica.

Un programma ambizioso e lungimirante che, nelle more dell’attuazione del piano di rientro della situazione debitoria, richiedeva uno sforzo economico da parte dei soci. Infine, mi permetto di spendere qualche parola sui miei colleghi del CdA, Antonio Canu e Barbara Torraco, che in questi anni hanno portato avanti gratuitamente - lo sottolineo con orgoglio – il sogno di Matteo Fusilli di creare in quest’area un vero paradiso naturalistico.

Rivolgo un grazie particolare a Claudio Costanzucci, che da vicepresidente vicario dell’Ente parco ha creduto in questo CdA, e al presidente della Società Antonio Canu che ci ha tenuto insieme permettendo di risanare economicamente l’Oasi e creando i presupposti per il suo rilancio.

Il CdA di cui ho fatto parte ce l'ha messa tutta e lascia una buona eredità. Abbiamo preso una Società vicina al fallimento – rischiando quindi in prima persona, senza poter fare affidamento su nessun contributo del socio pubblico – la lasciamo oggi con tutti i presupposti per darle un futuro. Ritengo quindi che i due Soci della Società possano oggi decidere serenamente e senza fretta quale sia il futuro migliore per l’Oasi.

Di certo di strada ne abbiamo fatta – conclude Rizzi –, anche se avremmo voluto farne molta di più, ma si sa, le difficoltà sono sempre dietro l’angolo… comunque, anche a coloro che mi hanno intralciato in tutti i modi il cammino, va il mio personale ringraziamento, perché se non mi fossi confrontato in tutti questi anni con i tanti ostacoli creati per fermarmi, non avrei mai capito quanto forte e intenso è il legame con l’Oasi Lago Salso e quanta forza ho riposto nel sogno di trasformare una zona umida di arcana bellezza in un caposaldo della mia visione del mondo, un mondo in cui voglio vivere e desidero lasciare a chi verrà dopo di me. È per questo e tanto altro ancora che invito l’Ente Parco a fermare le macchine e riconsiderare la decisione di liquidare la Società Oasi Lago Salso.

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