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Sabato, 2 Luglio 2022
Economia

Il Centro Antiviolenza ha un nuovo gestore, ma vanno a casa le attuali operatrici

Aggiudicato l'appalto all'unico offerente. Niente da fare per il personale oggi impiegato nel servizio

Sarà l’associazione temporanea di imprese costituita dal Consorzio Matrix di Gragnano (mandataria) e dall’associazione Mondo Nuovo di Lucera (mandante) a gestire il Centro Antiviolenza dell’Ambito Territoriale di Foggia ‘Carmela Morlino’ di via Matteotti. L’appalto è stato aggiudicato definitivamente all’unico operatore che aveva presentato un’offerta in risposta al bando pubblicato a maggio.

L’affidamento è avvenuto mediante procedura aperta con il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa: il nuovo gestore ha proposto un ribasso del 3,05% sull’importo a base d’asta, vale a dire 98.062,76 euro. La spesa complessiva, comprensiva dell’Iva e degli oneri relativi alla sicurezza, è pari a 109.179,93 euro. L’appalto è finanziato con i fondi del Piano Sociale di Zona. L’aggiudicazione definitiva diventa efficace una volta effettuate le verifiche del possesso dei requisiti. Ha seguito la procedura la dirigente Silvana Salvemini che ha presieduto la commissione giudicatrice. Nel frattempo, i Servizi Sociali sono passati al segretario generale Maria Giuseppina D’Ambrosio. 

Il contratto avrà una durata di un anno, a decorrere dall’effettivo avvio del servizio. Secondo quanto previsto dagli atti di gara, il Centro Antiviolenza dovrà essere funzionante almeno cinque giorni la settimana, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, oltre ad essere dotato di una linea telefonica gratuita attiva 24 ore su 24. 

Il Consorzio Matrix aveva già partecipato da solo, come società cooperativa, alla gara indetta a ottobre dell’anno scorso ed era stato escluso perché nel curriculum di un’assistente sociale era indicata un’esperienza nei servizi resi in favore delle vittime di violenza di genere per un periodo inferiore a quello espressamente richiesto. A dicembre, era stata indetta una procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando tramite richiesta di offerta sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione di Consip, andata deserta.

Da ottobre del 2020 e fino ad oggi, in virtù della proroga tecnica valida fino al 30 giugno, è stato il Consorzio Opus, tramite la cooperativa sociale Ferrante Aporti, ad occuparsi della gestione del Cav. Il personale fin qui impiegato nel servizio andrà a casa. Uno dei requisiti, la “comprovata esperienza almeno quinquennale nei servizi resi in favore delle vittime di violenza di genere” richiesta per una psicologa psicoterapeuta coordinatrice del servizio, due assistenti sociali, un’educatrice professionale, un avvocato e due operatrici telefoniche, ha sbarrato la strada alle attuali otto professioniste del centro.

Come era stato evidenziato nel capitolato, il Centro Antiviolenza è uno spazio di ascolto in cui le vittime possono esprimere i loro vissuti, raccontare l’esperienza di violenza per ricostruire stima e fiducia in se stesse, e dove necessariamente si instaura una “relazione significativa di aiuto con le operatrici” che tracciano una “strategia efficace di uscita dalla violenza”. Si strutturano percorsi individualizzati di sostegno e recupero. Da qui, l’appello delle utenti che, a settembre, piombate nello sconforto all’idea di ritrovarsi per l’ennesima volta a raccontare la loro storia, avevano affidato ad una lettera aperta il loro stato d’animo, nell’estremo tentativo di preservare la continuità delle operatrici, ma non è bastata a salvarle.

Il Consorzio Opus lascia la gestione del Cav, non senza esprimere qualche perplessità. Il presidente Carlo Rubino, raggiunto telefonicamente, alla notizia dell’aggiudicazione definitiva si dice meravigliato perché “nel bando veniva preclusa la partecipazione alle associazioni e nell’ambito dell’Ati c’è un'associazione”.

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