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Economia

Consorzio Start Capitanata: 25 nuove adesioni, ma manca il supporto delle istituzioni

I nuovi ingressi allargano l’offerta e creano nuove prospettive di sviluppo per il territorio. Tuttavia la promozione del prodotto locale spetta agli enti preposti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Altre 25 aziende hanno aderito dall’inizio del nuovo anno al Consorzio Start Capitanata allargando l’offerta e creando nuove prospettive di sviluppo per il territorio.

Si tratta di aziende anche molto giovani e che stanno chiudendo la filiera delle coltivazioni portate avanti per generazioni nelle loro famiglie. Finalmente alcuni prodotti di altissima qualità potranno essere portati nei canali di vendita del consorzio, ed ogni azienda rappresenterà anche la zona o il comune di appartenenza dando un valore assoluto.

Ogni giorno che passa il consorzio raccoglie a Foggia e fuori attestati positivi per i prodotti, come quello ricevuto qualche ora fa al Vinitaly a Verona per il Forme Rosso che ha ottenuto il Gran Menzione concorso enologico internazionale. E non sarà l’ultimo perché sono ormai una quindicina le cantine che operano con il consorzio Start Capitanata, gran parte producono il Nero di Troia, tanto da spingere a creare un nuovo format per la degustazione del vino denominata la “Tana del Nero di Troia”. Da Cagnano Varano con bHortus a Roseto Valfortore con l’Antico Forno De Rosa, da Fausta Munno di Vico del Gargano ai Dolci Momenti di Stornara, la provincia di Foggia ha un patrimonio straordinario e che il consorzio sta organizzando per proporre ai grandi e piccoli distributori un’offerta completa. Nelle ultime ore il consorzio ha ottenuto la disponibilità, a costi ridottissimi, di una struttura inutilizzata della zona ASI che, con qualche ritocco, potrà essere impegnata come piattaforma di stoccaggio merci senza alcuna spesa di realizzazione “milionaria”.

Quando saranno definiti i primi accordi con i buyer internazionali, che da alcuni mesi si stanno interessando alle aziende del consorzio, la struttura potrà essere immediatamente utilizzata, risolvendo quel problema organizzativo che ha sempre frenato lo sviluppo dell’agro-industria locale. Intanto, il consorzio lamenta un silenzio assordante del mondo istituzionale locale. Il consorzio è l’unica struttura che non ha mai ottenuto un soldo pubblico e che sta facendo pesare sulle proprie aziende e sui dipendenti del consorzio il peso della promozione del prodotto locale che, invece, dovrebbe essere compito degli enti preposti. Ora è il momento che intervengano tutti facendo rete con un progetto che sta dando frutti importanti, rafforzando il concetti che “in provincia di Foggia ci sono i migliori prodotti alimentari” al mondo (menzione di un buyer francese). 

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