Vertenza Zooprofilattico, i sindacati incalzano: "E il commissario straordinario?"

Dopo mesi di scioperi e proteste, le organizzazioni sindacali sollecitano la nomina di un commissario straordinario, esattamente come previsto dal decreto dei Presidenti della Giunta della Regione Puglia e della Regione Basilicata

Istituto Zooprofilattico (Immagine di repertorio)

Il vertice è ancora cavante. Dopo mesi di scioperi e proteste, le organizzazioni sindacali della dirigenza, del comparto e la rappresentanza sindacale unitaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata sollecitano la nomina del commissario straordinario.

Una richiesta legittima, in linea con quanto previsto dal decreto dei Presidenti della Giunta della Regione Puglia e della Regione Basilicata del 21 gennaio scorso, dove si dichiarava lo scioglimento del CdA e la decadenza della Giunta esecutiva dell’IZSPB.

“A tutt’oggi - spiegano in una nota stampa le organizzazioni sindacali - la tanto attesa nomina del commissario straordinario non è stata effettuata, né le Regioni Puglia e Basilicata hanno attivato di concerto l’iter per il recepimento dei decreti legislativi relativi al riordino degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali”.

Nell’assemblea generale del giorno 31 marzo, l’assessore alla Salute della Regione Puglia, Elena Gentile, ha comunicato ai dipendenti la convocazione, per il giorno 3 aprile, dei Governatori delle Regioni Puglia e Basilicata presso il Ministero della Salute per la soluzione della questione. “La riunione, però, non è stata risolutiva né risultano azioni ulteriori per la conclusione positiva dell’annosa problematica”.

Ad oggi l’IZSPB è senza vertici aziendali, così come previsto dalla normativa che disciplina tali istituti e, nelle more, possono essere “posti in essere esclusivamente gli atti di ordinaria amministrazione”. Tutto ciò determina l’impossibilità di pianificare ed attuare linee programmatiche per il raggiungimento di obiettivi strategici e operativi.

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“Questa incresciosa situazione conferma, ancora una volta, sia l’indifferenza e l’inerzia legislativa delle due Regioni - concludono le organizzazioni sindacali - sia il disinteresse degli Organi centrali del Ministero della Salute, unico attore in grado di esercitare il potere sostitutivo statale”.

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