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Giovedì, 30 Giugno 2022
Economia

I commissari cambiano idea: salve tre scuole comunali e l’asilo nido

Non chiuderanno le materne Fresu, Don Milani e Tagore. Riflessione aperta sulla San Filippo Neri

Sono salve tre scuole dell’infanzia comunali paritarie di Foggia che sembravano spacciate: non chiuderanno i plessi Angela Fresu di via Consagro, Don Milani in via Monsignor Farina e Tagore in via Gioberti. Resterà aperto anche l’asilo nido comunale Tommy Onofri. La commissione straordinaria che gestisce il Comune di Foggia lo ha comunicato questa mattina ai sindacati, convocati a Palazzo di Città.

E non è tutto, perché la triade composta da Marilisa Magno, Rachele Grandolfo e Sebastiano Giangrande sembra intenzionata a valutare la possibilità di risparmiare il peggio anche alla materna San Filippo Neri di viale Candelaro. La riflessione è aperta, anche alla luce del valore sociale del presidio educativo alla periferia della città, che il quartiere intende difendere e tutelare. L’istituto sarebbe stato indicato come soluzione temporanea per trasferire le classi delle scuola ‘Bovio’ durante i lavori, ma i commissari si sarebbero riservati di rivedere la decisione, anche in considerazione delle distanze.

I criteri che hanno ispirato la scelta dei plessi da stralciare dal piano di riorganizzazione e razionalizzazione della rete scolastica comunale, approvato il 30 dicembre scorso dalla commissione straordinaria su proposta della dirigente del Servizio Pubblica Istruzione Silvana Salvemini, sarebbero la domanda, vale a dire il numero di iscrizioni, e la capienza. I sindacati, nel tentativo di scongiurare lo smantellamento dell’intero sistema educativo, avevano chiesto di salvare la ‘Don Milani’ che avrebbe potuto incrementare il numero delle iscrizioni rispetto alle 96 attuali. La scuola Angela Fresu presentava un numero di iscritti pari alla sua ricettività e la ‘Tagore’ di Via Gioberti risultava la terza più frequentata con 56 alunni.

I commissari ci ripensano e, a quanto si apprende, cambia anche il clima, decisamente più disteso: si vedono sorrisi e apertura al dialogo. In stretta collaborazione con le educatrici, si procederà al recupero delle iscrizioni dirottate verso le scuole statali e considerate ‘provvisorie’.  

È stata per prima la Cisl a riferire gli esiti dell’incontro di oggi, in particolare la Funzione Pubblica, che esulta. “Siamo molto soddisfatti del cambio di passo della commissione”, ammette Marcello Perulli, segretario generale della Cisl Fp di Foggia. Non canta ancora vittoria per la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma le premesse appaiono favorevoli: l’ipotesi di ampliare l’offerta con il tempo potenziato e attività di supporto, rivedendo le sezioni, potrebbe offrire una prospettiva al personale fin qui impiegato anche nelle altre scuole destinate alla chiusura. “Noi della Fp Cisl di Foggia non abbiamo mollato mai, anche quando siamo rimasti i soli a difendere le professionalità di insegnanti ed educatrici e quando abbiamo affiancato le giuste richieste delle famiglie foggiane”, afferma Perulli, consapevole che l’incontro odierno sia solo un punto di partenza.

La componente della commissione straordinaria Marilisa Magno, lo scorso 27 maggio, ai microfoni di FoggiaToday si era mostrata pronta a rivedere il provvedimento (“Stiamo facendo una riflessione”). Tramite la stampa, con un approccio diverso, aveva scelto di parlare alla città. La commissaria aveva preso atto che il territorio chiedeva di fare marcia indietro e oggi gioisce anche il comitato spontaneo genitori, che aveva celebrato in piazza i funerali delle scuole materne. Una settimana prima, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che disapprovava la scelta, si era messo pubblicamente a disposizione della città per contribuire a trovare un’altra soluzione e riaprire le scuole.  

La Fp Cgil, ieri, preannunciando l’incontro nell’aula consiliare del Comune, aveva fatto sapere di aver consegnato non più di due mesi fa alla Regione Puglia un documento. Immaginava che sarebbe stata prospettata l’ipotesi di salvare almeno una parte delle otto scuole, in tal caso ci sarebbero stati i margini per “concordare e condividere con la commissione e con lavoratrici e lavoratori un piano, il più inclusivo possibile, che dia una risposta non solo alle maestre, ma anche alle operatrici scolastiche”. Ora si attende che la decisione venga messa agli atti, nero su bianco, attraverso la riformulazione del piano di riorganizzazione e razionalizzazione delle scuole dell'infanzia paritarie comunali che potrebbe strappare la quarta scuola alla ghigliottina. 

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