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Martedì, 24 Maggio 2022
Economia

Sosta a pagamento più salata, le associazioni dei consumatori si rivolgono al prefetto: “Aumenti insostenibili”

Formalizzata la richiesta di un incontro urgente. Si fa avanti anche la politica che chiede ai commissari straordinari di confrontarsi con la città

Il ‘no’ agli aumenti della sosta tariffata, prospettati dal Comune in un incontro con le associazioni dei consumatori, arriva sulla scrivania del prefetto di Foggia, Carmine Esposito.

Adcua, Adiconsum, Adoc Foggia, Codacons e Movimento Consumatori hanno formalizzato la richiesta di un incontro urgente all’Ufficio Territoriale del Governo, “al fine di poter trovare migliore soluzione al paventato aumento”.  

I difensori dei cittadini e degli utenti si sono riuniti ieri, nella sede dell’associazione guidata da Bruno Maizzi, per studiare la controffensiva, dopo l’incontro a Palazzo di Città culminato con l’abbandono della riunione da parte dei cinque presidenti che hanno fatto mettere a verbale la loro contrarietà, sia in merito al “metodo di confronto”, sia alle proposte illustrate.

Si erano detti pronti a rivolgersi al prefetto, in mancanza di positivi sviluppi. Ribadiscono quanto dichiarato al commissario straordinario Sebastiano Giangrande e ai dirigenti: “Le associazioni dei consumatori vanno coinvolte per creare concertazione reale e programmazione nell’interesse del territorio e non ‘convocate’ per informative a scatola chiusa”, affermano in una nota congiunta Walter Mancini (Adcua), Giovanni D’Elia (Adiconsum), Enzo Pizzolo (Adoc Foggia), Mauro Marzocco (Codacons), Bruno Maizzi (Movimento Consumatori). “Riteniamo che un sostanziale raddoppio di quasi tutte le tariffe per la sosta a pagamento e i servizi connessi sia, in primo luogo, difficilmente sostenibile per un comunità messa in ginocchio dal Covid, dalla disoccupazione e dalla criminalità organizzata. In secondo luogo – concludono - fornisce poche garanzie in materia di tutela dei circa 40 lavoratori impegnati nel servizio di sosta per i quali, al momento, non ci sono certezze né economiche né lavorative”.

Il nuovo Piano della Sosta prevede un “adeguamento” delle tariffe, così come presentato dalla commissione straordinaria: si passerebbe da 1 euro a 1,50 euro l’ora nelle aree centrali, senza fascia gratuita dalle 13.30 alle 16 e, anzi, prolungando la sosta tariffata fino alle 24 nelle zone della movida; aumenta anche il permesso agevolato per i residenti che da 25 euro passa a 50 euro l’anno per la prima auto, e arriva a 200 euro da 120 annui per la seconda auto. L’abbonamento annuale da 350 euro arriverebbe a costare 450 euro.

Il ‘no’ della politica

Nei giorni scorsi si è pronunciata anche la politica. I partiti, estromessi dalla gestione del Comune di Foggia commissariato, tornano lentamente a ritagliarsi uno spazio nel dibattito pubblico. “Giù le mani dalle tasche dei foggiani”, è l’altolà del segretario cittadino della Lega Antonio Vigiano. Secondo lui, i preannunciati rincari “rischiano di costituire la mazzata finale per i bilanci delle famiglie foggiane". Reputa, poi, "incommentabile il ricatto occupazionale: prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, i commissari farebbero bene a preoccuparsi di organizzare e far funzionare meglio il servizio, che è assolutamente in grado, a pieno regime, di autofinanziarsi”.

Ha fatto sapere che avrebbe chiesto un incontro alla commissione straordinaria, auspicando che altre forze politiche si associassero all’appello. “A costo di recarci dal prefetto di Foggia per imporre ai commissari un incontro con la città. Il governo della cosa pubblica non si fa a colpi di iniziative unilaterali né i buchi di bilancio si colmano strozzando le famiglie". Vigiano la definisce “una mazzata di dimensioni incalcolabili, che avrebbe effetti, è evidente, anche sulla economia del centro cittadino, a cui sarebbero preferite le zone periferiche e i centri commerciali”.

Si accodano i socialisti di Capitanata che palano di “aumento spropositato”. Ne hanno discusso nella riunione del direttivo del partito mercoledì scorso, con la partecipazione del coordinatore nazionale Luigi Iorio. Anche loro chiedono un incontro urgente con la commissaria per andare a fondo sulle motivazioni. Se fosse dettato dalla volontà di far quadrare i conti dell’Ataf si starebbe “imboccando una strada sbagliata”, secondo il segretario cittadino del Psi, Mino Di Chiara: “Il risanamento di un’azienda da troppo tempo in dissesto necessita di progettualità diverse che non necessariamente devono ricadere sulle tasche dei cittadini”.

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