Incredibile ma vero, altro che sviluppo sul Gargano: ristorante costretto a far bere vino pregiato nei bicchieri di plastica

Il caso al ristorante del noto ristoratore Gegè Mangano, multato per aver utilizzato calici di vetro. Alfonso Ferrara chiede incontro al sindaco D'Arienzo (che ha confermato l'errore dell'agente della polizia municipale). Incaricati legali per valutare danni all'azienda associata

Metti una sera in un noto ristorante gourmet di Monte San’Angelo. Cena all’aperto, al cliente viene servita una bottiglia di Brunello di Montalcino annata 1997 ed eccoti piombare i vigili urbani che diffidano il ristoratore e i commensali a utilizzare calici in vetro per degustare il prelibato e costoso nettare di Bacco. Alternativa? Versare il prezioso contenuto della bottiglia in vetro in contenitore e bicchiere di plastica. Con tanto di brindisi alla salute... del turismo che – i dati pubblicati dagli organi di informazione lo confermano – nella città dell’Arcangelo è in calo.

Protagonista il Ristorante “Li Jalantuùmene” del noto chef gourmet Gegé Mangano. Ai tavoli esterni, come ogni sera è stato organizzato il servizio, in uno spazio regolarmente assegnato, con tanto di pagamento di occupazione del suolo pubblico, dove l’operatore svolge l'attività di ristorazione. Arriva la polizia locale impegnata in una normale attività di vigilanza e i vigili urbani gli contestano che può servire nei piatti di porcellana, può fare usare forchette e coltelli d'acciaio ma deve servire il pregiato vino in bicchieri e bottiglie di plastica, mortificando i turisti presenti e  procedendo a diffidare  lo chef al rispetto di una dubbia ordinanza del sindaco, ovviamente applicando la relativa sanzione. 

Perché in una città patrimonio dell'Unesco, importante luogo di culto che attrae turisti da tutto il mondo, si assiste a tanto in un ristorante di livello e, forse, si tollera poi che si affollino alcuni noti locali d'intrattenimento, presumibilmente oltre il dovuto, ed in orari poco consoni al rispetto della quiete pubblica? Che fastidio danno alla città quei turisti che dopo le 21 consumano pasti di livello e bevono un buon vino? «Tutto questo è assurdo - dichiara Alfonso Ferrara, presidente di Confesercenti Foggia che ha chiesto un incontro al sindaco Pierpaolo D'Arienzo - per discutere sull'ordinanza adottata senza il dovuto coinvolgimento delle associazioni di categoria e sulla sua indubbia applicazione».

Anche perché il quarto punto dell'ordinanza in questione - a parere del presidente Ferrara - non dovrebbe essere applicato in quanto recita "ai titolari o gestori di alimenti e bevande (bar, chioschi abilitati alla somministrazione ed ambulanti itineranti e in sede fissa) è fatto divieto di vendere per asporto o cedere a terzi, a qualsiasi titolo, alimenti e bevande dalle ore 21 alle ore 7, nonché bevande di qualsiasi specie in contenitori di vetro; agli stessi è consentita la somministrazione di bevande alcoliche in contenitori di vetro esclusivamente all'interno dei propri locali; negli spazi esterni di propria pertinenza la somministrazione di tutti i tipi di bevande deve avvenire solo in contenitori di plastica. “Come si evince dal punto quattro dell'ordinanza - ribatte Ferrara-  i ristoranti non sono menzionati nelle attività esplicitamente indicate”. Confesercenti ha anche incaricato i propri legali di valutare eventuali abusi perpetrati ai danni dell' azienda associata.

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E infatti, poco fa il primo cittadino ha precisato che si è trattato di una leggerezza dell'agente di polizia municipale (leggi qui).

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