Il 'modello Genova' per il raddoppio della linea Termoli-Lesina

Nuova interrogazione presentata da un deputato lucano ma residente in Puglia, Gianluca Rospi, che suggerisce di sbloccare l'opera replicando l'esperienza della ricostruzione del ponte Morandi e superando le logiche del Codice degli Appalti

Replicare il 'modello Genova', riveduto e corretto, al raddoppio della linea Termoli-Lesina: è la proposta del deputato Gianluca Rospi, presidente di Popolo Protagonista e relatore del Decreto Genova, che ha presentato un’interrogazione scritta rivolta al ministro delle Infrastrutture e Trasporti De Micheli per conoscere quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di velocizzare e completare un’opera strategica per lo sviluppo dell'intero Mezzogiorno”

Il parlamentare, lucano ma residente in Puglia, osserva come il raddoppio del binario ferroviario sulla dorsale adriatica sia un'opera fondamentale anche per la Basilicata e l'intero Sud Italia. “Considerato che nei giorni scorsi – aggiunge Rospi - la sottocommissione Via-Vas ha bocciato il progetto e chiesto a Rfi alternative progettuali in termini di tracciato meno impattanti sul territorio e sulla popolazione, bloccando di fatto l’iter, adesso cosa succede? La nostra proposta è quella di adottare un ‘modello Genova’ rivisto e corretto che, da una parte, preveda la nomina di un commissario straordinario e, dall’altra, garantisca una plurale e aperta partecipazione delle imprese ai bandi di gara”.

L’onorevole Rospi sottolinea che “il blocco del progetto, interamente già finanziato con 700 milioni di euro, va ad allungare i tempi di realizzazione di un’opera ferma dal secolo scorso, che taglia in due il Paese impedendo la connessione tra Nord e Sud in termini di alta velocità ed alta capacità e che rientra nel piano ‘Italia Veloce’, stabilito dal Mmnistero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

Nell’interrogazione parlamentare il deputato ricorda, inoltre, che il raddoppio “rientra nel corridoio Baltico-Adriatico della rete Tent-t, da completare entro il 2021 e che l’opera in questione rientra nel progetto definitivo del corridoio adriatico che collega le città di Bologna, Foggia, Bari, Lecce e Taranto".

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