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Il più giovane laureato d'Italia è di Foggia. Michele Splendido dottore a soli 20 anni: "Una buona dose di ambizione non guasta"

A soli 20 anni è stato proclamato dottore in Economia e gestione aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, agganciando il primato di più giovane laureato (triennale) d’Italia. “Tradizione e innovazione nelle aziende agricole di Capitanata”

Determinazione, tenacia e tanto impegno, senza trascurare passioni ed amici. Michele Splendido, foggiano, a soli 20 anni è stato proclamato dottore in Economia e gestione aziendale all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, agganciando il primato di più giovane laureato (triennale) d'talia. "Tradizione e innovazione nelle aziende agricole di Capitanata" il titolo della tesi conferita a fine ottobre, che conferma il filo rosso che lo lega alla sua terra e alle sue radici.

Figlio di Joseph e Giovanna, Michele ha cominciato ben presto gli studi, bruciando le tappe e regalando a Foggia un riconoscimento che val la pena essere menzionato. A Foggiatoday Michele ha spiegato come ha fatto ad impiegarci così poco tempo: "Ho cominciato presto, a soli quattro anni e mezzo ho iniziato a frequentare la prima elementare. All'asilo mi annoiavo e la maestra, resasi conto della mia precocità, ha insistito con i miei genitori affinché mi iscrivessero alla scuola elementare. Del resto ricordo che dissi a mia madre: "io all'asilo non ci torno più, o mi mandi a scuola o resto a casa da solo". Di fronte a tanta caparbietà i miei genitori si arresero pur essendo contrari e mi iscrissero ad una scuola privata di suore perché la statale non accoglieva bambini della mia età. Poi, dalla seconda elementare, mi sono trasferito alla scuola pubblica e lì ho continuato il mio percorso di studi fino al diploma di maturità, conseguito al liceo scientifico Marconi di Foggia.

Cominciare in anticipo il percorso scolastico non gli è affatto pesato. "Direi proprio di no perché è stata una mia decisione, avevo le idee chiare fin da bambino. Solo durante la 1^ media ho avvertito un po' la differenza di età tra me e i miei compagni di classe. Il mio primo esame all'università l'ho sostenuto quando avevo ancora 17 anni, nessuno sapeva che io fossi così piccolo. Ricordo un aneddoto. Il primo giorno che mi sono recato alla mensa universitaria, non sono riuscito ad entrare con il mio badge perché minorenne. Ho dovuto aspettare i 18 anni per mangiare in mensa. Per fortuna a lezione mi facevano entrare"

Il suo segreto? "L'organizzazione. Incastravo tutti i miei impegni alla perfezione, a lezione prendevo sempre appunti in modo da avere un quaderno per ciascuna materia da consultare al momento di studiare sui libri, e poi sostenevo gli esami sempre al primo appello, un po' per scaramanzia, un po' per avere una seconda opportunità in caso di fallimento. Poiché li ho sempre superati senza difficoltà, mi sono ritrovato a giugno di quest'anno ad aver concluso tutto il percorso. Non avendo però voglia di una cerimonia a distanza causa Covid, ho atteso che si tornasse in presenza"

Ancora non sa se resterà in Italia. "E' una domanda difficile. Sarebbe bello lavorare in Italia se si venisse assunti solo per i propri meriti e capacità, ma purtroppo qui la mentalità è un po' diversa. Per il momento ho in progetto un semestre a Londra, poi, dopo la laurea magistrale, mi piacerebbe fare un master a New York. Non c'è tempo da perdere. Sono fatto così, non mi piace perdere tempo. Sono molto determinato e testardo, se mi pongo un obiettivo lo devo raggiungere cercando di dare il massimo. Sono un tipo curioso e la curiosità è per me la chiave fondamentale per riuscire bene in quel che si fa. Porsi sempre domande nuove e cercare le risposte. Adoro viaggiare, conoscere nuovi posti, nuove culture, con i miei genitori abbiamo visitato buna parte dell'Europa.

A Foggiatoday il più giovane laureato dello Stivale, elogia la preparazione accademica delle università italiane, "molto elevata rispetto a quella che si riceve in altri Paesi", dichiara Non manca però di evidenziare che manca l'aspetto pratico. "I nostri atenei dovrebbero garantire più tirocini ai loro studenti. Serve un raccordo con il mondo del lavoro".

Non si sente di dare consigli agli altri, "è sempre difficile dare consigli agli altri, anche perché non mi sento né superiore né diverso da tutti gli altri studenti, solo più veloce". Ad ogni modo offre un suggerimento: "Trascorrete molto tempo in facoltà, cercate di fare molte conoscenze così da confrontarvi e crescere sotto tutti i punti di vista. E ancora, non fatevi influenzare nelle scelte ma seguite il vostro istinto e le vostre inclinazioni naturali. Una buona dose di ambizione non guasta"

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