Mercato del venerdì: cinquanta ambulanti in fuga da via Miranda

In 50 hanno manifestato ufficialmente il proprio disinteresse. Oltre 150 non aprono più il banco vendita, ma continuano a pagare le imposte. Confesercenti: "Rischio desertificazione". E' crisi profonda

Area mercatela

Non si vende più come una volta. La convenienza, quella sì, resta tale. Ma l’incasso stenta a decollare. E gli ambulanti preferiscono smontare baracca. O non riaprirla per niente. A tre anni dal suo trasferimento in via Luigi Miranda, resta tormentata la vicenda dello storico mercato del Venerdì, vanto del capoluogo dauno, da sempre annoverato tra le aree mercatali più grandi d’Italia. Ed oggi in forte crisi. E’ fuga di ambulanti, che nei costi non ci stanno più. L’allarme lo lancia Confesercenti Foggia che con il suo presidente, Carlo Simone, denuncia il rischio “desertificazione”.

Quasi un terzo degli ambulanti non è più interessato al Venerdì. Dati alla mano, 50 coloro che hanno ufficialmente disdetto la loro presenza, altri 150, invece, da tempo non aprono più il banco vendita, nonostante continuino a pagare tutte le imposte (da 650 ad oltre 1000 euro annuali tra Tosap e Tarsu, a seconda della metratura del posteggio). Si tratta in particolare di coloro che giungono settimanalmente dalla provincia e dalla vicina Campania e che, tra benzina, merce e quant’altro, preferiscono non aggravare la spesa e starsene a casa. Mentre almeno 200 ambulanti dichiarano oggi di riuscire a malapena a pareggiare i conti. Insomma, se ieri il 90% era soddisfatto, oggi il dato si è completamente capovolto. Colpa della crisi? “Assolutamente” dichiara fermamente Simone. “Dati alla mano, gli stessi commercianti che stentano ad incassare a Foggia, trovano soddisfazione in altri mercati provinciali. Anche perché è proprio in tempi di crisi che un format come il mercato inverte il trend, basata com‘è sulla convenienza dell‘offerta”.

Il punto dolente, insomma, è sempre lo stesso: la distanza. Troppo lontana dal centro cittadino quella nuova sistemazione individuata dall’amministrazione comunale, tra centro commerciale Ipercoop e Città del Cinema. Difficile da raggiungere, in particolare per gli anziani per i quali quello del “Venerdì” era appuntamento settimanale fisso una volta, quando bastava recarsi in via Guido D’Orsi, zona Stadio. Un’allocazione, tuttavia, “scomoda” per il traffico cittadino e carente di qualsivoglia misura di sicurezza. Quindi la scelta dell’amministrazione Ciliberti di trasferirlo in un’area più consona, che fosse adeguatamente attrezzata per ospitare un mercato di simili dimensioni, ereditata dal governo Mongelli.

La delega è in capo al vicesindaco dimissionario, Lucia Lambresa, che con i commercianti aveva preso accordi a che l’area avesse un minimo di infrastrutturazione per diventare efficiente e funzionale. “Si è provveduto a sistemare 5 servizi igienici, che restano insufficienti. E ad intervenire sullo scorrimento delle acque reflue”. Ma non basta. “Servono parcheggi di pertinenza più vicini, maggiori corse dell’Ataf, un minimo di arredo urbano all’interno dell’area oltre ad una ridisegnazione dei posteggi”.

Insomma, si chiede di tornare ad aprire quel tavolo tecnico promesso ai commercianti prima di Pasqua. Il vicesindaco dimissionario, dal canto suo, ricorda quanto fatto per contrastare l’abusivismo fino a ieri imperante nel “Venerdì” e assicura: “Si continua a lavorare. Nel giro di un mese la riunificazione delle due aree mercatali, quella delle pezze americane e quella di via Miranda, oltre ad una suddivisione per settori merceologici che renda il mercato più funzionale e rispondente alle esigenze dei singoli avventori”. Un mercato moderno, insomma. Ed è qui che torna il nodo assessore: Lambresa è dimissionaria. “Speriamo di non dover cominciare tutto daccapo o il Venerdì rischia molto” il commento laconico di Simone.
 
 
 

 

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