Il 'regalo di nozze' stuzzica gli sposi pugliesi, ma matrimoni appesi a un filo. D'Alessio: "Senza festa si perde l'essenza"

La presidente di Assoeventi Foggia partecipa al tavolo di lavoro del Comitato tecnico scientifico che redigerà le linee guida per il settore wedding: "Siamo nelle mani dei medici". Ma senza la festa, "si perde l'essenza"

Anna Laura d'Alessio

L'idea buttata lì di un 'regalo di nozze' della Regione Puglia per incentivare i matrimoni nel 2020 e scoraggiare un rinvio delle cerimonie all'anno prossimo ha suscitato scalpore, curiosità e ha spiazzato anche gli addetti ai lavori. Ai partecipanti al tavolo di lavoro del comitato tecnico scientifico su ristorazione, wedding ed entertainment, peraltro, era stato chiesto il massimo riserbo, di evitare la fuga di notizie e indiscrezioni, ma a lanciare la 'bomba' è stato il presidente Michele Emiliano. "Per ora è una proposta, non c'è niente di ufficiale, credo sia stata lanciata così, a mo' di sfida", chiarisce la presidente Assoeventi di Confindustria Foggia, Anna Laura d'Alessio, che partecipa ai lavori. Non è del tutto campata in aria, però, e "se ci fossero le condizioni per riaprire" sarebbe persino "un'idea sostenibile", perché no. All'indomani, lei stessa ha ricevuto decine di telefonate di sposi che volevano saperne di più, "ma è un sasso lanciato nello stagno". La provocazione, però, evidentemente, ha stuzzicato i futuri sposi.

La task force si riunisce a oltranza, tutti i giorni, mattina e pomeriggio, a gruppi, in base al settore di appartenenza. "E poi ci sono le call con i medici", spiega Anna Laura d'Alessio, che proprio in ossequio alle direttive non si sbilancerà sui contenuti delle videoconferenze. I tre settori stanno lavorando con gli esperti, per ora separatamente, e da mercoledì scorso sono iniziate le call plenarie in cui sono presenti tutti, "però il lavoro migliore - aggiunge Anna Laura d'Alessio - è quello fatto singolarmente". Il tavolo è coordinato da Michele Boccardi di Confindustria. Ma alla domanda sulla effettiva possibilità di organizzare cerimonie nel 2020, se sia plausibile o meno, nessuno sa rispondere per adesso. "Non lo sappiamo neanche noi, ce lo devono dire, siamo tutti in attesa. Nel frattempo discutiamo. È un dialogo abbastanza tecnico, poco emozionale".

Si affidano agli esperti, naturalmente capeggiati dall'epidemiologo Pier Luigi Lopalco. "Dipende tutto dalla curva del contagio, perché penso che se scendesse e diventasse pari a zero probabilmente potrebbero anche decidere di autorizzare le cerimonie - afferma la presidente di Assoeventi - ma se all'ordine del giorno ci fossero ancora contagi o addirittura focolai sarebbe difficile. Però nulla è impossibile, noi ci rendiamo conto che siamo nelle mani dei medici che dovranno prendere questa decisione". La fase di ascolto degli addetti ai lavori che conoscono tutte le criticità è fondamentale: "Sono i medici che devono darci delle indicazioni, però se ci assimilassero ad un ristorante o a una discoteca non si otterrebbe il vero risultato".

Anna Laura d'Alessio fa parte anche del consiglio generale di Confindustria della sezione Events Luxury e Wedding e gestisce il Feudo della Selva, sala ricevimenti di Borgo Incoronata. Non nasconde alcune perplessità che esprime invertendo la prospettiva. "Io la dico al contrario: ci sono coppie disposte a sposarsi con queste prescrizioni quand'anche le sale dovessero riaprire? Ci sono coppie disposte a sposarsi con le mascherine, col distanziamento, senza ballo? Per gli sposi, il matrimonio è un sogno ed è una festa, se gli togli quello rimane un semplice pranzo al ristorante che si potrebbe fare in qualunque altro momento della vita, si perde l'essenza del matrimonio che nell'immaginario collettivo, da noi soprattutto, al Sud, in Puglia, ha una serie di requisiti per cui si può definire festa".

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Il settore wedding, come è facile comprendere, sta subendo ingenti perdite: "Stiamo soffrendo tutti della stessa pena". La priorità ora è capire se ci sono margini per ripartire. "Per noi sarebbe importante lavorare ma in sicurezza e con le giuste responsabilità, quindi alla fine il sostegno è relativo, perché se si riesce a lavorare serenamente è meglio che farsi sostenere. Se poi non si riuscisse in alcun modo a lavorare - conclude Anna Laura d'Alessio - probabilmente qualcuno si dovrà fare carico di sostenere le imprese, o lo Stato o la Regione, e comunque il nostro presidente nazionale Boccardi si sta impegnando molto in questo senso".

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