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Martedì, 18 Giugno 2024
Economia

Matrimoni Lgbtq+, la Capitanata del wedding non è pronta: il mea culpa di imprenditori e professionisti

In Confindustria una tavola rotonda con imprenditori e professionisti del wedding. Sotto la lente la formazione

La Capitanata è pronta a metà per i matrimoni Lgbtq+. Ad ammetterlo sono proprio loro, i professionisti del wedding.

Riuniti attorno allo stesso tavolo nella sede foggiana di Confindustria, fanno il mea culpa. Dai wedding planner ai general manager di resort e sale ricevimenti, dai responsabili delle grandi fiere di settore agli organizzatori di eventi, sono tutti d’accordo: c’è ancora molto da lavorare.

Il problema è a monte ed è comune anche al resto della Puglia, come evidenziato dalle testimonianze extraprovinciali. Spesso, infatti, non si va oltre il primo approccio perché una delle due parti desiste: o gli operatori non si sentono pronti o la coppia non avverte il feeling necessario. Eppure il sistema imprenditoriale e professionale pugliese del wedding potrebbe ‘vincere facile’, come recitava un celebre spot pubblicitario.

Gaetano Portoghese, responsabile organizzazione della fiera ‘Promessi sposi’ di Bari, ha ricordato che “nel 2022 la Puglia è stata la regione italiana di maggior interesse per la celebrazione dei matrimoni”, “con un incremento del 10% per le richieste di cerimonie Lgbtq+” come ha sottolineato Paola Fiorito, presidente della sezione ricevimenti di Confindustria Bari-Bat.

Richieste arrivate soprattutto dall’estero, da coppie innamorate del paesaggio e della gastronomia. Insomma, la Puglia è un brand che piace, e allora perché non farla diventare il biglietto da visita per il decollo e l’internazionalizzazione del settore? Ottima idea, ma se non è accompagnata da professionalità e competenza, saranno inutili persino gli sforzi di quegli speroni del territorio che ogni giorno fanno i conti con carenze strutturali e servizi non proprio a portata di mano.

Professionalità e competenza che possono essere date solo da una formazione ad hoc che riguardi non tanto l’organizzazione delle cerimonie quanto l’accoglienza delle coppie Lgbtq+ che non possono essere sempre e solo “quelle che fanno tenerezza”, “quelle simpatiche” o “quelle delicate”. Sì, perchè spesso è anche una questione di linguaggio.

Insomma, l’obiettivo della Capitanata (ma anche di Bat e del Barese) è quello di rimettersi in pari con la Puglia meridionale che sembra essere più preparata, per non doversi mai più chiedere “chi lancerà il bouquet?”.

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